Proteste e provvedimenti a Torino: 18 antagonisti sotto indagine
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino ha avviato interrogatori preventivi per 18 antagonisti legati a una serie di proteste, tra cui la chiusura della stazione ferroviaria di Porta Susa e l’irruzione all’aeroporto Sandro Pertini di Caselle, che si sono svolte tra settembre e novembre 2025. La procura di Torino ha richiesto misure cautelari, ipotizzando arresti domiciliari per 13 di questi attivisti che sono stati già sottoposti a misure dal 9 gennaio. I reati contestati includono danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, riporta Attuale.
Le azioni contestate
Le azioni controverse si sono verificate in un contesto di manifestazioni nel capoluogo piemontese, con inizio dal 24 settembre durante una mobilitazione per la Global Sumud Flotilla. Durante un corteo che si è mosso da piazza Castello verso la stazione di Porta Susa, circa 700 manifestanti hanno forzato un accesso occupando i binari per oltre un’ora, paralizzando la circolazione ferroviaria.
Incidenti all’aeroporto e durante l’Italian Tech Week
Una settimana dopo, il 2 ottobre, circa 30 attivisti hanno fatto irruzione nell’aeroporto Sandro Pertini di Caselle, tagliando la recinzione perimetrale e interrompendo i voli per 30 minuti. Quella stessa sera, un corteo con almeno 10.000 partecipanti ha raggiunto le Ogr in occasione dell’Italian Tech Week. Qui, alcuni manifestanti hanno forzato i cancelli, danneggiando arredi e veicoli di Stellantis.
Scontri e attività di protesta
Gli scontri sono continuati il 3 ottobre, con un nuovo corteo contro l’Italian Tech Week che ha visto circa 1300 persone tentare di accedere alle Ogr, lanciando oggetti contro le forze dell’ordine. Gli scontri si sono spostati poi all’esterno della sede dell’azienda Leonardo, in corso Francia. Ulteriori proteste si sono verificate il 14 novembre, quando degli attivisti hanno fatto irruzione nella sede della Città Metropolitana di Torino al termine di un corteo denominato “No Meloni Day”.
L’assalto a La Stampa
Il 28 novembre è avvenuto un episodio particolarmente significativo: durante il corteo per lo sciopero generale, alcune persone hanno fatto irruzione nella sede del quotidiano La Stampa, danneggiando porte e una telecamera di videosorveglianza, e lasciando scritte sui muri, inclusa l’espressione “Giornalisti assassini”. La redazione era vuota poiché quel giorno i giornalisti avevano proclamato uno sciopero per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro Fnsi-Fieg, scaduto da oltre dieci anni, secondo quanto riportato dalla Federazione nazionale della stampa.