Chiusura di sei scuole per bambini palestinesi a Gerusalemme Est, 600 studenti senza istituti assegnati

04.09.2025 16:25
Chiusura di sei scuole per bambini palestinesi a Gerusalemme Est, 600 studenti senza istituti assegnati

Chiusura delle scuole palestinesi a Gerusalemme Est: oltre 600 bambini senza istruzione

A Gerusalemme Est, sei scuole palestinesi non hanno riaperto, lasciando circa 600 bambini senza istituti assegnati per il nuovo anno scolastico, iniziato il 1° settembre. Questa area della città è considerata dai palestinesi come parte dei territori occupati da Israele dal 1967. Le scuole chiuse erano gestite dall’UNRWA, agenzia delle Nazioni Unite che fornisce assistenza ai profughi palestinesi e principale gestore di istituti scolastici a Gerusalemme Est, riporta Attuale.

La chiusura di queste scuole è una diretta conseguenza delle leggi israeliane contro l’UNRWA, approvate nell’ottobre del 2024 dal governo di estrema destra di Benjamin Netanyahu, che mirano a impedire il funzionamento dell’agenzia in territorio israeliano, contravvenendo agli accordi internazionali che riconoscono la natura occupata della regione. Israele considera tuttavia tutta Gerusalemme un proprio territorio.

Il governo israeliano ha frequentemente accusato l’UNRWA di mantenere legami con Hamas e di promuovere posizioni anti-israeliane, accuse che l’agenzia ha sempre negato, sottolineando l’impossibilità di operare nella Striscia di Gaza senza contatti con il gruppo al potere dal 2007. In risposta a queste preoccupazioni, l’UNRWA ha anche condotto indagini interne, che nel agosto del 2024 hanno portato al licenziamento di nove dipendenti ritenuti potenzialmente legati a Hamas, su un totale di circa 13mila.

La decisione di chiudere le scuole risale ad aprile e, l’8 maggio 2025, agenti di polizia hanno fatto irruzione nelle classi durante le lezioni, costringendo gli studenti ad uscire. All’entrata degli edifici sono stati affissi cartelli che vietavano la gestione di istituti scolastici e l’accesso agli studenti. Da quel momento non hanno più riaperto, e alcune associazioni per i diritti civili hanno avviato cause legali, con la Corte Suprema israeliana che si pronuncerà il 16 settembre.

Tre degli istituti chiusi si trovano nel campo profughi di Shuafat, dove oltre 30mila persone vivono in condizioni di grande povertà e con servizi basilari scarsi. Molte famiglie sono riluttanti a mandare i figli in scuole fuori dal campo, poiché questo richiederebbe di attraversare quotidianamente checkpoint israeliani.

Attivisti sostengono che la chiusura delle scuole dell’UNRWA rappresenti anche un tentativo del governo israeliano di fare seguire a tutti i bambini un curriculum scolastico israeliano, piuttosto che quello palestinese. “Non vogliono solo farci sparire, vogliono cancellarci come palestinesi e come profughi”, ha dichiarato un insegnante di matematica, ex studente dell’agenzia.

Il ministero dell’Istruzione israeliano e l’amministrazione cittadina di Gerusalemme avevano promesso di assegnare una scuola a tutti gli studenti, insieme all’attivazione di fondi e servizi di trasporto. “Non abbiamo ancora visto niente di tutto ciò”, ha commentato Roland Friedrich, direttore dell’UNRWA per la Cisgiordania.

Nel frattempo, l’anno scolastico avrebbe dovuto iniziare anche nella Striscia di Gaza, ma tutte le scuole sono chiuse e i bambini non potranno frequentare le lezioni per il terzo anno consecutivo. La maggior parte degli istituti dell’UNRWA sono stati distrutti dai bombardamenti israeliani, e gli edifici rimasti in piedi vengono utilizzati come rifugi di emergenza.

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