Christiania perde il suo status di «città libera» a Copenaghen

23.12.2025 15:45
Christiania perde il suo status di «città libera» a Copenaghen

Christiania: la trasformazione di un’icona di autonomia a Copenaghen

Uno dei quartieri più iconici di Copenaghen, Christiania, sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Questa “città libera”, estesa su 340mila metri quadrati, è stata a lungo considerata un esperimento sociale unico, fondato negli anni Settanta. Negli ultimi due anni, tuttavia, il quartiere ha vissuto un cambiamento significativo, culminato nella chiusura di Pusher Street, area storicamente nota per il commercio di cannabis, riporta Attuale.

Fondata nel 1971 da un gruppo eterogeneo di anarchici e attivisti, Christiania ha tentato di creare una società autonoma, svincolata dalle leggi danesi. Sebbene la polizia avesse il potere di sgomberarla, affrontare una tale operazione sarebbe stato logisticamente difficile, anche grazie alla curiosità favorevole di gran parte dell’opinione pubblica, che considerava Christiania un esperimento da proteggere. Nel 1972, il governo danese ha ufficialmente riconosciuto l’occupazione come un esperimento sociale, avvertendo però che non sarebbe durata per sempre.

Oggi, gli aspetti distintivi di questo esperimento rimangono solo in parte intatti. Il quartiere è caratterizzato da abitazioni uniche e vivaci, costruite senza permessi urbanistici, ma il forte processo di normalizzazione ha ora invaso la comunità. Negli ultimi quindici anni, il commercio di cannabis è stato sempre più gestito da gang, determinando una crescente incongruenza con l’ideale di autonomia di Christiania.

Dopo l’accordo del 2011 tra la comunità e il governo, il quartiere ha visto un’integrazione formale nel quadro legislativo danese; i residenti hanno iniziato a pagare tasse e contributi per le spese comuni, passando a una struttura di pagamento più regolare rispetto al passato. Questo cambiamento ha ridisegnato l’identità di Christiania, che ora appare più turistica e meno autonoma. La sicurezza nel quartiere è migliorata dopo la chiusura di Pusher Street, ma il numero di visitatori in cerca di cannabis è notevolmente diminuito, mentre aumentano i turisti occasionali.

Alberto Vanolo, professore di Geografia urbana, afferma che chi visita oggi Christiania noterà una normalizzazione che contrasta con l’atmosfera di ribellione degli anni passati, evidenziata dalla presenza della polizia in zone un tempo autogestite. Nonostante ciò, la cultura di Christiania sopravvive, ma la comunità sta ora riflettendo su come stimolare il ritorno dei residenti di Copenaghen, ora che il commercio di cannabis è in declino.

Ole Lykke, archivista del quartiere, sottolinea l’importanza di mantenere uno spazio alternativo, dove chi desidera può trovare rifugio. Anche se Christiania non è più la “città libera” che era, il suo mito continua a esercitare un fascino per molti, suggerendo che la lotta per un’identità unica e la ricerca di un equilibrio tra tradizione e modernità saranno determinanti nel futuro del quartiere.

1 Comments

  1. Che tristezza vedere come Christiania, un simbolo di libertà e ribellione, stia perdendo la sua essenza. La normalizzazione che ha colpito il quartiere fa pensare a un futuro sempre più conformista. Tra un po’ non rimarrà più niente di quell’atmosfera unica che tanto affascinava… mah!

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