Colpo di calore in Grecia: trapianto salva la vita a un quattordicenne

04.08.2025 06:55
Colpo di calore in Grecia: trapianto salva la vita a un quattordicenne

Un Miracolo di Salvezza: La Storia di Dimitrios e il Suo Trapianto di Fegato

Un giovane di quattordici anni, Dimitrios, ha ricevuto un nuovo fegato a Torino dopo esser stato colpito da un grave colpo di calore. I suoi genitori, che parlano soltanto greco, non smettono di esprimere gratitudine verso il personale medico delle Molinette e tutti coloro che hanno contribuito alla sua salvezza, riporta Attuale. Dimitrios ha vissuto una settimana di coma a seguito di un episodio drammatico verificatosi in Grecia, dove, in una giornata calda, è crollato a causa di un’ipertermia eccessiva.

In quegli attimi critici, la madre di Dimitrios, Styliani, si è resa conto che la vita di suo figlio dipendeva da un costante controllo della temperatura. Fin da piccolo, ha dovuto proteggerlo da sforzi eccessivi e condizioni climatiche avverse. Purtroppo, la condizione di anidrosi, una malattia che impedisce la sudorazione e causa gravi problemi di regolazione termica, ha portato Dimitrios a vivere esperienze di intensa sofferenza, culminate in questa ultima tragedia. Senza la possibilità di dissipare il calore, il suo corpo ha raggiunto i 42 gradi senza né avvisaglie né segni di allerta, mentre si trovava in escursione con i compagni.

Dopo aver perso i sensi, i suoi amici hanno immediatamente chiamato un’ambulanza. Giunto al centro medico più vicino, purtroppo, il trattamento necessario è stato avviato troppo tardi. La situazione ha richiesto un trasferimento d’urgenza all’ospedale di Ioannina, dove i medici hanno constatato un rapido deterioramento delle funzioni epatiche, sfociato in coma. Con un immediato intervento di contatto da parte dei medici greci all’Hellenic Transplant Organization di Atene, è iniziata la frenetica corsa per trovare un organo compatibile. La possibilità di un trapianto da un donatore in Italia si è rivelata l’unica speranza per la sua salvezza.

Il nostro Centro nazionale Trapianti ha fatto circolare la richiesta di trasferimento, e il professor Renato Romagnoli delle Molinette di Torino ha dovuto prendere una decisione cruciale in pochi minuti: “Viene da noi”. Con esperienza pregressa, aveva già fronteggiato situazioni simili, ma questa volta si trattava di un bambino, un compito non semplice. Dimitrios è arrivato a Torino insieme a un rianimatore greco e alla madre, pronto per essere inserito nella lista di attesa per un fegato con massima priorità, mentre il padre è giunto il giorno successivo.

Dopo ore di attesa, con l’ansia che lievitava senza un organo compatibile all’orizzonte, finalmente la sorte ha sorriso al giovane. Il trapianto, il numero 4300 eseguito presso il centro torinese, è durato dieci ore e ha richiesto un’attenzione artigianale per evitare emorragie e danni neurologici. Al termine dell’intervento, la situazione è migliorata significativamente. Dimitrios ora si trova in un’area semintensiva e sta recuperando giorno dopo giorno. Tuttavia, il professor Romagnoli ha inviato un messaggio precauzionale: “Evitare sforzi futuri e portare sempre con sé il ghiaccio”.

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