Come proteggere i cavi sottomarini? Bagnasco (Sparkle): “Genova e Sicilia sono nodi strategici”

28.09.2025 02:45
Come proteggere i cavi sottomarini? Bagnasco (Sparkle): "Genova e Sicilia sono nodi strategici"

Roma, 28 settembre 2025 – Guerra ibrida e cavi sottomarini: come ci difendiamo?

Nel mondo esistono 150 tagli cavo ogni anno, il che solleva interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture sottomarine. Le cause possono variare dall’uso di ancore trascinate al malfunzionamento di attrezzature, ma è fondamentale non allarmarsi. La rete progettata per affrontare guasti è in grado di deviare il traffico, garantendo il funzionamento alternativo. Per quanto riguarda la sicurezza, nei fondali sotto i mille metri profondi i cavi sono interrati, mentre là dove non è possibile, vengono posati sul fondo marino, riporta Attuale.

Enrico Maria Bagnasco è l’ad di Sparkle, l’operatore globale del Gruppo TIM, che si posiziona come principale fornitore di servizi internazionali in Italia e uno dei leader mondiali, gestendo oltre 600.000 chilometri di cavi attraverso Europa, Africa, Americhe e Asia.

La quasi totalità delle comunicazioni globali passa attraverso i cavi sottomarini. Oggi si stimano circa 500 cavi operativi, ognuno con varie coppie di fibre ottiche, in grado di trasportare circa il 98% dei dati a livello mondiale. Sparkle gestisce 46 cavi collegando 40 paesi, estendendo la propria rete da Singapore al Cile, posizionandosi al sesto posto per volume di traffico Internet trasportato a livello globale.

Come si ripara un cavo tagliato? In quanto tempo?

Il tempo di ripristino medio è di circa due settimane, ma la situazione diventa complessa in aree come il Mar Rosso, dove la concentrazione di cavi rende difficili le riparazioni. Recentemente, due incidenti nello stesso mare hanno causato lunghe interruzioni, con l’ultimo evento che ha coinvolto quattro cavi, per cui i tempi di ripristino sono ancora in fase di valutazione.

Gli ultimi episodi un mese fa.

Due tagli nel mar Rosso hanno richiesto oltre sei mesi per il ripristino. Le aree critiche, come lo Stretto di Bab-el-Mandeb, influenzano sia la sicurezza fisica delle infrastrutture sia le possibilità di assicurazione e le autorizzazioni necessarie per operare. È cruciale trovare rotte alternative per evitare punti di strozzamento.

Come ci proteggiamo dall’esfiltrazione di dati?

Sparkle ha adottato protocolli operativi con la Marina Militare per monitorare e segnalare comportamenti sospetti. Questa collaborazione è fondamentale per garantire la sicurezza fisica delle infrastrutture.

La geografia condiziona la geografia digitale.

Molti mari, tra cui il Mediterraneo, presentano sfide significative per la creazione e manutenzione di infrastrutture sottomarine, a causa della presenza di molteplici attori con diritti di passaggio complicati. La questione della burocrazia e dei permessi per la costruzione di nuovi cavi è anch’essa cruciale, soprattutto in aree di alta competizione geopolitica.

Tracciando una mappa dei punti chiave nel Mediterraneo.

La Sicilia è un crocevia fondamentale per il traffico data, con 18 cavi in arrivo a Palermo, Catania e Mazara del Vallo. Genova sta emergendo come alternativa strategica a Marsiglia, con collegamenti diretti verso Mumbai, puntando a diversificare le rotte e aumentare la resilienza delle infrastrutture europee.

Conclusione.

La sicurezza delle infrastrutture sottomarine e la protezione dei dati richiedono un approccio integrato e coordinato a livello internazionale. Il Polo nazionale della dimensione subacquea si propone di unire gli attori del settore per affrontare le sfide future e promuovere l’innovazione in questo ambito vitale per le comunicazioni globali.

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