Come rimuovere la muffa in casa: i consigli del patologo edile Marco Argiolas

31.01.2026 21:25
Come rimuovere la muffa in casa: i consigli del patologo edile Marco Argiolas

Roma, 31 gennaio 2026 – La muffa e la condensa in casa rappresentano un problema ricorrente destinato a crescere di importanza a causa dei cambiamenti climatici e dell’invecchiamento del patrimonio edilizio, afferma Marco Argiolas, patologo edile esperto nel settore. La sua specializzazione nell’umidità si basa sulla legge di Murphy: “se qualcosa può andar male, lo farà”, riporta Attuale.

Quali materiali sono nutrimento per le muffe

Argiolas sottolinea l’importanza della qualità e della composizione dei materiali utilizzati in casa. “Molti pensano che i materiali naturali siano migliori, ma non sempre è così. Alcuni di essi, come la carta da parati, fungono da nutrimento per le muffe. Anche la pelle, come borse e cinture, è particolarmente vulnerabile. Un aspetto spesso trascurato è che anche le pitture acriliche possono favorirne la crescita. Inoltre, ciò che consideriamo sporco è in realtà alimento per le muffe”, avverte.

“I muri non respirano”

Il patologo edile smonta anche alcuni miti comuni. “La traspirabilità delle pareti è irrilevante rispetto all’esigenza di gestire l’umidità in eccesso. I muri non respirano, come si è fatto credere attraverso campagne pubblicitarie. In inverno, l’interno della casa è generalmente più umido rispetto all’esterno e l’umidità deve trovare un modo per uscire. Secondo studi dell’Associazione Nazionale Isolamento Termico e Acustico, il 2% dell’umidità esce attraverso le pareti, mentre il restante 98% deve essere evacuato tramite le finestre”, spiega.

“Ricambio d’aria indispensabile”

Argiolas osserva che spesso, a seguito di interventi di ristrutturazione e di sostituzione degli infissi durante i bonus edilizi, si eliminano le infiltrazioni d’aria senza instaurare un sistema di compensazione. “Il ricambio d’aria è indispensabile per rimuovere l’umidità e l’anidride carbonica in eccesso. Un aumento di quest’ultima può portare a seri problemi di salute”, sottolinea il patologo.

Il fattore anidride carbonica

Un’elevata concentrazione di anidride carbonica in ambienti chiusi causa una riduzione dell’attenzione, diminuendo progressivamente le funzioni cerebrali e provocando sonnolenza e una maggior incidenza di riniti e bronchiti.

Umidità e temperatura

Argiolas fa notare che una temperatura interna bassa rende difficile la gestione della muffa, contrariamente a quanto comunemente si pensa. “Con basse temperature, anche una ventilazione costante non basta a risolvere il problema. Bisogna gestire la temperatura e l’umidità contemporaneamente”, spiega.

La muffa si elimina con la varechina?

Infine, sulla questione della pulizia della muffa, Argiolas afferma: “La varechina è un detergente che pulisce la muffa, ma non risolve il problema di fondo. Contrariamente a quanto si pensa, la muffa può essere eliminata completamente”, conclude il patologo.

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