Come valutare i primi segnali del referendum sulla giustizia dalle 12 di domenica 22 marzo

21.03.2026 21:15
Come valutare i primi segnali del referendum sulla giustizia dalle 12 di domenica 22 marzo

Roma, 21 marzo 2026 – Le urne saranno aperte domenica 22 marzo per il referendum sulla riforma della Giustizia, e ci sono segnali chiave per anticipare l’andamento della votazione. L’elemento cruciale sarà l’affluenza, che pur non essendo una regola matematica, potrà fornire indicazioni significative. Il monitoraggio della partecipazione al voto rappresenta un aspetto fondamentale per l’analisi politica, riporta Attuale.

L’affluenza

Gli aggiornamenti sulla partecipazione saranno resi noti alle 12, alle 19 e alle 23 di domenica, con il dato definitivo previsto per lunedì alle 15. Secondo le analisi storiche, la soglia oltre la quale il Sì inizierà a prevalere è attorno al 50%. Pertanto, è cruciale monitorare se il numero dei votanti supererà questa cifra.

Gli esperti prevedono che per raggiungere tale obiettivo, l’andamento dell’affluenza nelle varie ore di votazione dovrà seguire indicativamente questo schema:

Ore 12: Superiore al 10%

Ore 19: Superiore al 23%

Ore 23: Superiore al 35%

Se il dato finale di domenica sera risultasse inferiore al 35%, è assai probabile che lunedì il numero dei votanti sarà stato sotto la metà degli aventi diritto, scenario che secondo le tendenze elettorali favorirebbe il No.

Gli altri referendum

Un’analisi delle affluenze storiche nei referendum che hanno superato di poco il 50% conferma queste soglie psicologiche. Analizzando i referendum costituzionali del 2006 e del 2020, si nota che nel 2020 alle 12 la partecipazione era del 12,24%, al 19 si era arrivati al 29,68%, e al 23 al 39,37%, con un dato finale di 53,84% in Italia, sceso al 51,12% se si include il voto all’estero.

Nel 2006, la partenza era stata lenta (circa il 10% alle 12) ma successivamente recuperata, con il 22% alle 19 e il 35% alle 23, portando a superare il 53% finale (ridotto al 52,46% con il conteggio del voto all’estero). Questi trend dimostrano che, quando il margine è ristretto, ogni punto percentuale nelle prime ore può influenzare il risultato finale.

I referendum recenti con affluenze sotto il 50% (tuttavia abrogativi e quindi con quorum) evidenziano chiaramente quanto possa essere difficile recuperare terreno. Nel 2022, la partecipazione alle 12 era stata solo del 6,7%, mentre nel 2025 si attestava al 7,4%, valori che rendono quasi impossibile un recupero anche su due giorni di voto.

I dubbi

Tuttavia, non tutti sono d’accordo. Come osserva Renato Mannheimer, “Una tesi vuole che più persone si recano al voto e più è probabile che vinca il sì, ma il sociologo fa notare che c’è una mobilitazione del No che potrebbe aumentare il numero dei votanti.” Se ciò dovesse rivelarsi vero, la correlazione tra alta affluenza e vittoria del Sì potrebbe diventare più complessa, alzando di fatto la soglia psicologica necessaria per determinare un eventuale vantaggio del Sì.

1 Comment

  1. Io non so… è un momento davvero delicato per la nostra giustizia. Se il popolo non si mobilita, rischiamo di rimanere bloccati in questo limbo. E poi, che ne sarà di tutte queste promesse di riforma? Dobbiamo farci sentire, ma la paura del No è palpabile… che confusione!

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere