“Comuni in crisi: Legge non rispettata e fondi a rischio”

28.07.2025 06:25
"Comuni in crisi: Legge non rispettata e fondi a rischio"

La Norma Urbanistica Ignorata in Italia: Una Questione di Fondi e Trasparenza

Definita come una “norma fantasma”, una legge dello Stato che risulta “completamente disattesa”, l’articolo 16 comma d-ter del Testo Unico per l’edilizia (380/2001) ha sollevato interrogativi e preoccupazioni tra esperti e politici. Secondo Roberto Morassut, deputato del Partito Democratico, la disattivazione di questa norma rappresenta una grave mancanza, specialmente alla luce degli eventi recenti di Milano, riporta Attuale.

La norma prevede un contributo straordinario da parte del settore privato, che dovrebbe garantire che almeno il 50% del valore superiore generato da interventi urbanistici fosse destinato ai Comuni. Questo importo potrebbe essere versato in contanti, o sotto forma di cessioni di aree e immobili, con l’obiettivo di finanziare opere pubbliche e servizi sociali.

Attualmente, la situazione è critica: il livello medio dei versamenti per oneri di urbanizzazione nei Comuni italiani non supera il 15%, un dato drammaticamente inferiore rispetto a paesi come la Francia e la Germania, dove si raggiungono rispettivamente il 25% e il 50%.

La norma è stata introdotta più di un decennio fa nel piano regolatore di Roma, inizialmente con una distribuzione del 66% a favore dei Comuni. Diventata legge nazionale e successivamente inclusa nello “Sblocca Italia” nel 2014, ha affrontato lo scoglio di un ricorso della Regione Veneto, poi respinto, che aveva tentato di contestarne la validità.

Le amministrazioni, nonostante l’assenza di conseguenze legali per l’inottemperanza alla norma, rischiano enormi perdite economiche. Morassut ha sottolineato l’importanza di un’indagine approfondita sull’applicazione della legge, accennando anche alla possibilità di incentivi per promuovere la rigenerazione nelle aree periferiche dove il profitto è limitato.

I motivi per cui questa norma non viene applicata sono molteplici. A tal proposito, l’ex urbanista Camagni auspicava la creazione di un’agenzia nazionale che supervisionasse le trasformazioni urbane, dato che molti Comuni non dispongono del personale tecnico necessario per effettuare stime precise. Morassut ha avvertito della necessità di contrastare la crescente influenza dei fondi immobiliari, per garantire una gestione più equa e sostenibile delle città.

Con la proliferazione di leggi regionali che spesso si sovrappongono alla legislazione nazionale, Morassut ha affermato che l’Italia si trova in una crisi sistemica nella gestione urbanistica. È fondamentale, secondo lui, che il Partito Democratico promuova una riforma ambiziosa per stabilire una normativa urbanistica moderna e chiara, capace di prevenire situazioni come quella di Milano.

In conclusione, la questione della mancata applicazione di una norma fondamentale per l’uscita dalla crisi del settore edilizio richiede un approccio riformista e un impegno concreto per garantire una maggiore partecipazione pubblica e una giusta divisione delle risorse generate dalle trasformazioni urbane.

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