Congedo di paternità in Italia: i neo papà chiedono flessibilità e supporto sociale

19.03.2026 11:16
Congedo di paternità in Italia: i neo papà chiedono flessibilità e supporto sociale

Padri moderni in Italia: la paternità tra sfide e nuove consapevolezze

La paternità in Italia sta attraversando una trasformazione significativa, grazie alla crescente consapevolezza dei neo papà che desiderano partecipare attivamente alla crescita dei propri figli. Tuttavia, le attuali normative, come il congedo di paternità obbligatorio di soli dieci giorni, pongono delle limitazioni, riporta Attuale.

Questo cambiamento di mentalità sta prendendo piede tra i giovani padri, che iniziano a evidenziare l’importanza di una parità nella cura dei bambini. Anche se esistono uomini pronti a partecipare con entusiasmo alle attività di genitorialità, il sistema attuale sembra ostacolarli. L’Italia, con la sua lunga tradizione familiare, deve affrontare la questione di come equilibrare i progetti di vita e lavoro con la realtà di una genitorialità attiva.

Intervistati sul tema, Arnaldo Liguori, 33 anni e padre di una bimba di 4 mesi, Luigi Petrucco, ricercatore delle neuroscienze con un bimbo di quasi due anni, e Davide Biaggini, ingegnere residente in Inghilterra con un figlio di 5 mesi, hanno condiviso le loro esperienze e sfide.

“Com’era la tua idea di paternità prima di diventare padre e cosa ti ha sorpreso di più nella pratica quotidiana?”

Arnaldo: “La mia idea di paternità era legata a quella di mio padre, sempre presente. Realizzai quanto sia difficile gestire il carico di impegni da solo, soprattutto nei primi mesi. Ci si abitua anche a dormire poche ore.”

Luigi: “Volevo molto il bambino, anche se ero preoccupato di non saper gestire. Sono rimasto sorpreso da quanto è semplice adattarsi al nuovo ruolo.”

Davide: “Pensavo di poter pianificare tutto, ma la realtà è istintuale. Anche la mancanza di sonno è gestibile.”

“Come suddividi il tempo con tuo figlio rispetto alla tua compagna?”

Arnaldo: “Lavorando in smart working, riesco a seguire molte attività quotidiane, anche se la maggior parte della cura è ancora a carico della mia compagna.”

Luigi: “Ci alterniamo secondo i turni di lavoro, e ora che l’allattamento è terminato, la cura è bilanciata.”

Davide: “Stabiliamo un accordo di equità, ma ci sono dinamiche che rendono difficile la divisione perfetta dei compiti.”

“Cosa pensi dei congedi di paternità in Italia?”

Arnaldo: “Dieci giorni di congedo obbligatorio sono troppo pochi. Aumentare la durata del congedo è fondamentale, non solo per parità di genere, ma anche per incentivare i padri.”

Luigi: “Ho potuto estendere il mio congedo a un mese e mezzo e sarebbe stato difficile tornare dopo solo dieci giorni.”

Davide: “In Regno Unito, il congedo è di due settimane, anch’esso insufficiente. Durante il mio periodo, ho dovuto utilizzare ferie personali per aiutare mia moglie nella fase di recupero.”

“Hai mai sentito pressioni sociali su come un padre “dovrebbe” comportarsi?”

Arnaldo: “Sento una pressione per contribuire nella cura, utile per promuovere la condivisione dei compiti, ma può diventare problematica.”

Luigi: “Le aspettative sono più generali riguardo al genitore, piuttosto che sul padre in particolare.”

Davide: “Il commento ‘che bravo papà’ è comune in Italia, riflette una società che non si aspetta un coinvolgimento paritario, e rispondo chiaramente che sto semplicemente facendo il mio lavoro di padre.”

“Quali cambiamenti vorresti vedere nel mondo del lavoro?”

Arnaldo: “Voglio orari flessibili, congedi parentali equi e retribuiti, e un ambiente lavorativo inclusivo per i padri.”

Luigi: “La mia azienda sostiene orari di lavoro equilibrati; una necessità che dovrebbe essere estesa a tutti.”

Davide: “È necessaria flessibilità reale e un congedo di paternità di almeno tre mesi. Le ferie non dovrebbero sostituire il congedo.”

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