Controversia a Bologna per il concerto del pianista Romanovsky: richieste di annullamento dell’esibizione

21.07.2025 15:15
Controversia a Bologna per il concerto del pianista Romanovsky: richieste di annullamento dell'esibizione

Controversie sul concerto di Alexander Romanovsky a Bologna

Bologna, 21 luglio 2026 – Crescono le polemiche riguardo al concerto che si svolgerà il 5 agosto, con la partecipazione del pianista ucraino percepito come filo-russo Alexander Romanovsky. La richiesta di annullamento dell’evento, considerato un’azione contro un artista visto come “filo putiniano”, emerge da un post sui social del Partito liberaldemocratico di Bologna, fondato da Luigi Marattin. Una situazione tempestiva alla luce di un recente evento a Caserta dove è stato annullato un concerto di Gergiev, la cui visione è giudicata affine a quella di Putin.

“È inaccettabile che il Comune e la Città Metropolitana di Bologna sostengano l’esibizione di un pianista ucraino filo-russo come Alexander Romanovsky”, recita il messaggio sui social. “Bologna è una città che affonda le radici in tradizioni democratiche e antifasciste e non può permettere che la presenza di uno dei propagandisti del fascismo putiniano sporchi la nostra gloriosa bandiera”

Il partito sottolinea che Romanovsky “ha suonato sulle macerie del teatro di Mariupol, una città distrutta dagli invasori russi, simbolo della brutalità dei fascio-putiniani”. Di conseguenza, viene rivolto un appello al sindaco di Bologna, Matteo Lepore: “Annulli l’esibizione di Alexander Romanovsky, lo rimandi a casa o ci restituisca la dignità di bolognesi”.

L’esibizione di Romanovsky, intitolata ‘Favorite Chopin‘, è in programma ai Giardini di Porta Europa in Piazza Sergio Vieira de Mello, nell’ambito di Cubo Live, una rassegna di spettacoli dal vivo sostenuta da Cubo, il museo d’impresa del gruppo Unipol e parte di Bologna Estate 2025, un calendario di attività organizzato dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana.

Quella di Bologna non è la prima controversia legata a Romanovsky. Situazioni simili si sono verificate a Genova a febbraio, quando Azione ha richiesto l’annullamento di un concerto, e a Roma a gennaio 2024, dove un concerto programmato nell’Aula Magna della Sapienza è stato cancellato a causa delle minacce ricevute dagli organizzatori.

La questione solleva interrogativi importanti riguardo alla libertà di espressione e all’interpretazione della storia nei contesti presentati nella scena musicale contemporanea, riporta Attuale. Le reazioni del pubblico e della politica indicarono una divisione netta su ciò che è considerato accettabile nelle performance artistiche, specialmente quando si tratta di figure legate a contesti geopolitici complessi. Le scelte culturali di una città come Bologna, già nota per il suo impegno sociale e politico, continueranno a essere al centro del dibattito pubblico.

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