Centinaia di militanti della Lega hanno intonato diversi cori mentre il feretro di Umberto Bossi veniva accompagnato fuori dalla chiesa di Pontida, generando polemiche durante la cerimonia funebre. Tra i cori scanditi, uno dei più provocatori recitava «Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore», riporta Attuale.
L’intervento di Giorgetti
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha preso la parola al microfono nel tentativo di ristabilire la calma tra i presenti, chiedendo «per cortesia…» per consentire al parroco di proseguire con la preghiera dell’eterno riposo. Nonostante il suo intervento, al termine della cerimonia i militanti hanno continuato a intonare slogan come «Padania libera» e a manifestare contestazioni contro figure politiche come Matteo Salvini, Mario Monti e Daniela Santanchè, all’ingresso dei rappresentanti politici nell’abbazia di San Giacomo.
Durante i funerali, la presenza delle alte cariche dello Stato, tra cui la premier Giorgia Meloni, ha suscitato un’attenzione particolare. La cerimonia è stata intrisa di tensioni che riflettono le divisioni interne al partito e il malcontento di alcuni settori del suo elettorato. Nonostante il rispetto dovuto a un’occasione solenne, l’episodio dei cori contro il tricolore ha sollevato interrogativi sul futuro della Lega e sul messaggio che la dirigenza intende lanciare ai propri sostenitori in un momento così delicato.