I giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo hanno respinto i ricorsi di Silvio Berlusconi e della Fininvest relativi al caso del Lodo Mondadori, ritenendo che la giustizia italiana non abbia violato né il diritto alla presunzione d’innocenza né quello all’equo processo. Tuttavia, la Corte ha accolto il reclamo riguardante la mancanza di motivazione sulla condanna alle spese processuali, riporta Attuale.
Cosa è il Lodo Mondadori
Il lodo Mondadori è una controversia legale complessa riguardante la proprietà della storica casa editrice, che ha visto contrapposti Berlusconi e Carlo De Benedetti. Nel 1991, un arbitrato inizialmente a favore di De Benedetti ha innescato anni di battaglie legali, culminando nel 2013 con una sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato la Fininvest a risarcire la Cir, holding di De Benedetti, per circa 500 milioni di euro.
Reazione di Fininvest
In seguito alla sentenza, Berlusconi e Fininvest hanno presentato ricorso alla Corte europea. Andrea Saccucci, legale di Fininvest, ha espresso delusione, affermando che la sentenza non ha colto adeguatamente la forza delle argomentazioni. Ha ribadito che Berlusconi è stato vittima di una violazione del principio della presunzione d’innocenza.
Prossimi passi
La decisione della Cedu diventerà definitiva dopo tre mesi, a meno che la famiglia Berlusconi o il governo italiano non richiedano un rinvio in Grande Camera. La Corte ha stabilito che il procedimento per il risarcimento da parte della Cir è conforme al diritto all’equo processo. Sebbene abbia accolto il rilievo riguardante le spese processuali, i giudici hanno osservato che questa violazione non incide sul merito della causa e non rende l’esito arbitrario.
Che ne dici, una questione di giustizia o una vendetta personale? È strano come la storia del Lodo Mondadori continui a riemergere nel dibattito pubblico. Sembra che i soldi siano sempre più importanti della verità in questo paese… mah!