Cremlino respinge le sanzioni e promette di continuare la guerra in Ucraina

09.09.2025 17:00
Cremlino respinge le sanzioni e promette di continuare la guerra in Ucraina
Cremlino respinge le sanzioni e promette di continuare la guerra in Ucraina

L’8 settembre 2025 il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha dichiarato che nessuna misura restrittiva costringerà la Russia a cambiare rotta nella guerra contro l’Ucraina. L’annuncio è arrivato dopo che Stati Uniti ed Unione Europea hanno segnalato l’intenzione di valutare un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Pochi giorni prima, il 5 settembre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato la disponibilità a passare alla seconda fase delle restrizioni e a coordinarsi con i leader europei. A Washington era atteso anche l’inviato speciale dell’UE per le sanzioni, David O’Sullivan. Nel frattempo, governi europei e Kiev sottolineano che Vladimir Putin non appare serio nei colloqui di pace e che la comunità internazionale deve agire per impedire una vittoria russa.

Cremlino mostra fermezza ma economia in difficoltà

Nonostante le dichiarazioni di forza, Mosca è alle prese con una crescita in rallentamento. Peskov ha insistito sulla presunta “futilità” delle sanzioni, citando l’aumento dell’economia russa grazie agli ordini militari. In realtà, dopo un’espansione del 4,1% nel 2023 e del 4,3% nel 2024, nel 2025 l’economia ha subito un netto rallentamento sotto la pressione dei tassi d’interesse elevati. La Banca centrale russa ha indicato che il paese si trova tecnicamente in recessione. Lo stesso CEO di Sberbank, Herman Gref, ha avvertito che senza una riduzione del costo del credito l’economia rischia una contrazione ancora più marcata.

Pressione delle sanzioni e impatto degli attacchi ucraini

Le difficoltà sono aggravate dagli attacchi delle Forze di difesa ucraine contro il complesso petrolifero russo, uno dei principali canali di entrata per il bilancio statale. Ad agosto 2025 la produzione di raffinazione è crollata del 21%. Dopo le dichiarazioni di Trump sui nuovi provvedimenti, i prezzi del greggio sono saliti di oltre un dollaro, ma l’effetto è stato temporaneo: l’OPEC+ ha deciso di aumentare la produzione di 137.000 barili al giorno a partire da ottobre, un fattore che potrebbe deprimere ulteriormente i ricavi energetici russi.

Strategie occidentali e rischi per Washington

Secondo gli analisti, la posizione del Cremlino indica che gli strumenti sanzionatori tradizionali stanno perdendo efficacia e che Stati Uniti e alleati dovranno esplorare leve più incisive, come restrizioni tecnologiche e finanziarie. Il rischio per Washington è quello di una guerra lunga, con la necessità di sostenere a lungo l’Ucraina sul piano militare ed economico. Inoltre, la dimostrazione di resilienza russa potrebbe erodere la coesione tra partner occidentali e ridurre la fiducia nell’efficacia delle sanzioni. La sfida per l’amministrazione Trump resta quella di rafforzare la strategia, mantenere l’unità transatlantica e prepararsi a una fase di confronto prolungato con Mosca.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere