Crimini seriali, la poliziotta rivela come smascherare lo stupratore

21.06.2025 16:45
Crimini seriali, la poliziotta rivela come smascherare lo stupratore

Roma, 21 giugno 2025 – Quanti serial killer italiani esistono? Un’analisi condotta da Ruben De Luca, psicologo, criminologo e scrittore, ha registrato 233 casi tra il 1801 e il 2021, un numero ben superiore alle 52 persone riportate nella celebre voce di Wikipedia. Da Andrea Arrigoni a Gaspare Zinnanti, la lista si estende fino al XVIII secolo con figure come Giovanna Bonanno, conosciuta come “la vecchia dell’aceto”.», riporta Attuale.

Tra i nomi più famosi emergono Donato Bilancia, Luigi Chiatti e Gianfranco Stevanin. Il noto ‘mostro di Firenze’ è, invece, catalogato in una propria categoria, anche se il titolo “Mostro” è appropriato per molti casi, da Modena a Udine. Questa lista generale è in continua evoluzione e necessita di aggiornamenti recenti, incluso Vasile Frumuzache, noto come il killer delle escort, attivo a Prato.

La questione è di natura scientifica, appartenente al campo della criminologia, ma spesso viene oscurata da pregiudizi e misconcezioni, come sottolinea Pamela Franconieri, vice questore del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, che ricorda l’importanza dei fatti nei processi.

Entrare nella mente di un serial killer, dagli omicidi agli stupri, non è un compito facile. “In Italia non esiste una tradizione di criminal profiling o profilazione, a differenza di quanto avviene negli Stati Uniti”, afferma l’investigatrice. “Le nostre indagini, anche sui crimini seriali, seguono metodi consolidati e collaudati, dimostrandosi efficaci”.

Il vice questore menziona un episodio significativo avvenuto a Roma, legato a una denuncia per “una violenza sessuale molto grave”. Esiste sempre un determinato modus operandi dell’autore di un reato, che include le azioni e le parole di quest’ultimo. “Il dettaglio è fondamentale: i crimini presentano un prima, un dopo e un durante”, afferma. Attraverso l’analisi comparativa, la squadra investigativa ha potuto risalire a un filo conduttore fra i diversi casi, partendo da dati oggettivi piuttosto che dal profilo criminale.”

Il criminal profiling costruisce principalmente un ritratto psicologico, ma l’approccio seguito dalla polizia è differente. “Non utilizziamo questa tecnica – precisa – ci concentriamo piuttosto sul sopralluogo, sulla ricostruzione del contesto relazionale della vittima e dell’autore, e sui dati tecnici e scientifici.”

Quando si ha la sensazione che lo stesso individuo stia uccidendo, emerge una corsa contro il tempo. Le indagini sugli omicidi devono proseguire con rapidità; ogni segnale di un possibile recidivismo mette in allerta. “È un momento critico, si deve applicare ogni possibile risorsa.”

Domingo Magliocca, criminologo con laurea a Bologna, offre un approccio ‘all’americana’, fornendo “supporto strategico-operativo in geographic profiling analysis”. Questo ruolo richiede competenze specifiche per analizzare non solo il luogo del crimine, ma anche tutti i punti connessi all’evento, utili per delineare il punto di ancoraggio dell’autore, che è di fondamentale importanza.”

Il territorio stesso diventa uno strumento per identificare il colpevole, determinando il punto di partenza dell’attività criminosa. Questa metodologia investigativa si fonda sulla criminologia ambientale, che analizza il legame tra crimine e spazio. In caso di omicidio, è cruciale identificare il luogo del primo contatto tra vittima e aggressore, dove è stata ritrovata l’arma del delitto, o il sito in cui è stato abbandonato il cadavere, poiché ogni punto rappresenta un indizio geografico utile per l’indagine.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere