Crisi Ilva: sindacati chiedono intervento di Meloni per salvare acciaieria

13.11.2025 06:45
Crisi Ilva: sindacati chiedono intervento di Meloni per salvare acciaieria

Crisi dell’Ilva: i sindacati chiedono l’intervento di Meloni

I sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uil criticano la gestione della crisi dell’Ilva da parte del ministro del Made in Italy Adolfo Urso, esigendo l’intervento diretto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dello Stato per il rilancio del gruppo siderurgico. La presentazione di un piano di decarbonizzazione dell’Ilva in otto slide, avvenuta ieri a Palazzo Chigi, ha innescato forti polemiche, con i sindacati che lo hanno definito “un piano di morte” per la ex prima acciaieria d’Europa, riporta Attuale.

Il piano, considerato inadeguato, ha portato alla bocciatura anche della procedura di gara per la cessione dell’Ilva e del Gruppo Acciaierie d’Italia, che ad oggi non ha visto emergere alcun pretendente di rilievo. In risposta, Urso ha affermato, durante il question time a Montecitorio, di aver mostrato in modo trasparente la situazione del gruppo, evidenziando la presenza di “tre player” pronti a intervenire.

Ferdinando Uliano, Michele De Pascale e Rocco Palombella, segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, hanno accusato Urso di aver tradito le aspettative dei lavoratori, chiedendo quindi un immediato intervento della presidente Meloni per rivedere la situazione. “Ci hanno presentato un piano di chiusura dell’Ilva, un piano di morte”, hanno dichiarato i sindacati, aggiungendo che il numero dei lavoratori in cassintegrazione è cresciuto da 3.600 a 5.700 in pochi mesi, con aspettative di raggiungere 6.000.Si tratta di operai giovani, con famiglie, che sono stati pesantemente colpiti dalla crisi.

Il segretario generale della Cgil, Landi, ha anch’egli sottolineato la necessità di un intervento pubblico nella società che acquisirà l’Ilva, evidenziando l’urgenza della situazione. I sindacati, da parte loro, hanno espresso l’importanza che il governo convochi un tavolo di discussione, affermando che il piano attuale rappresenta una “strage occupazionale e ambientale”. “Abbiamo intenzione di mobilitarci ancora” hanno avvertito, annunciando un ciclo di assemblee già a partire da domani e lunedì per decidere le prossime azioni.

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