Crisi umanitaria in Sudan: le agenzie ONU chiedono intervento immediato per proteggere i civili

23.10.2025 15:45
Crisi umanitaria in Sudan: le agenzie ONU chiedono intervento immediato per proteggere i civili

Le agenzie ONU chiedono un intervento urgente per la crisi umanitaria in Sudan

Quattro agenzie delle Nazioni Unite – OIM, UNHCR, UNICEF e WFP – hanno lanciato un’appello urgente alla comunità internazionale riguardo alla grave crisi in Sudan, evidenziando le immense sofferenze e i crescenti pericoli che minacciano la popolazione. Dopo oltre 900 giorni di combattimenti brutali, violazioni diffuse dei diritti umani, carestia e il collasso dei servizi essenziali, milioni di persone, in particolare donne e bambini, sono sull’orlo della sopravvivenza, riporta Attuale.

Le recenti missioni in Sudan da parte dei dirigenti delle suddette organizzazioni hanno messo in luce l’impatto devastante della crisi, non solo a Khartoum ma anche in Darfur e in altre zone. Attualmente, >30 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria, di cui oltre 9,6 milioni sono sfollati interni e quasi 15 milioni sono bambini. Anche se circa 2,6 milioni di persone stanno tornando a casa grazie a un temporaneo allentamento dei combattimenti, molti si trovano di fronte a case distrutte e privi di accesso ai servizi essenziali. Dall’inizio del 2025, più di un milione di persone sono rientrate a Khartoum.

A due anni dall’inizio del conflitto, i servizi fondamentali come l’assistenza sanitaria e l’istruzione sono stati devastati; 14 dei 17 milioni di bambini in età scolare non frequentano la scuola. Le violazioni dei diritti umani si intensificano mentre intere comunità sono sfollate e le famiglie devono affrontare violenza e gravi rischi per la loro sicurezza. La situazione alimentare è critica, con la carestia confermata in alcune aree e tassi di malnutrizione che sono aumentati notevolmente. Senza un’assistenza alimentare e nutrizionale immediata, migliaia di persone sono a rischio di morte imminente.

Ugochi Daniels, vicedirettrice generale dell’OIM, ha dichiarato: “Questo ritorno su larga scala a Khartoum è sia un segno di resilienza che un segnale d’allarme. Ho incontrato persone che tornano in una città ancora segnata dal conflitto, dove le case sono danneggiate e i servizi di base funzionano a malapena. La loro determinazione a ricostruire è notevole, ma la vita rimane incredibilmente fragile”. Inoltre, malattie come colera, dengue e malaria si stanno diffondendo, rendendo cruciale un investimento in acqua potabile e assistenza sanitaria.

In questo contesto, il sostegno ai quasi 900.000 rifugiati rimane sotto pressione a causa della crescente ostilità nei confronti degli stranieri. Kelly T. Clements, Vice Alto Commissario dell’UNHCR, ha evidenziato che “questa è una delle peggiori crisi umanitarie che abbiamo visto negli ultimi decenni”, con milioni di sfollati e famiglie che tornano a casa senza alcun supporto.

Negli Stati del Darfur e del Kordofan, la situazione continua a deteriorarsi. A Al Fasher, oltre 260.000 civili, compresi 130.000 bambini, sono intrappolati e privi di beni di prima necessità da più di 16 mesi. Le segnalazioni di violenze sessuali e reclutamenti forzati aumentano, mentre in città come Dilling e Kadugli, le famiglie sopportano il collasso dei servizi essenziali.

Ted Chaiban, vicedirettore generale dell’UNICEF, ha affermato: “Quello che ho visto nel Darfur e altrove mi ha ricordato cosa c’è in gioco. I bambini affrontano fame e malattie in condizioni che sfidano la dignità”. Sebbene le agenzie umanitarie stiano cercando di raggiungere le popolazioni vulnerabili, il financiamiento rimane un ostacolo significativo, con il Piano di risposta umanitaria per il Sudan 2025 che è gravemente sottofinanziato.

Valerie Guarnieri, vicedirettrice esecutiva del WFP, ha sottolineato la necessità di accelerare l’accesso umanitario e le procedure di consegna degli aiuti. Infine, le Nazioni Unite chiedono un immediato cessate il fuoco e protezione per i civili, specialmente per i bambini, affinché possano ricevere il sostegno necessario per ricostruire le proprie vite. La crisi richiede un’azione globale urgente.

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