Roma, 8 gennaio 2026 – L’inchiesta sulla strage di Crans-Montana è oggetto di pesanti critiche in Svizzera. Dopo i giorni di lutto per il rogo che ha causato la morte di 40 persone, la procuratrice generale Béatrice Pilloud e il suo team si trovano sotto scrutinio per le scelte investigative che sollevano interrogativi tra i giuristi. In particolare, contestata è la decisione di non arrestare Jacques e Jessica Moretti, gestori del locale Le Constellation, nonché le ipotesi di reato formulate a loro carico, riporta Attuale.
Il mancato arresto
Alain Macaluso, direttore del Centro di diritto penale dell’Università di Losanna, ha criticato la scelta di non arrestare i Moretti, suggerendo che sarebbe stato necessario un arresto provvisorio di 24-48 ore per raccogliere prove e prevenire possibili tentativi di occultamento. “In questi casi bisognerebbe operare immediatamente perquisizioni nei loro appartamenti e nei locali, così come negli uffici comunali”, ha dichiarato Macaluso. Tuttavia, la procura vallesana ha ribadito che non vi era rischio di fuga o di distruzione di prove subito dopo la tragedia, aggiungendo che “la situazione è costantemente monitorata”. Il giurista ha anche sollevato dubbi sulle ipotesi di reato, affermando che “si sarebbe dovuto considerare il dolo eventuale, poiché alcuni elementi potrebbero indicare che i responsabili erano a conoscenza dei rischi e hanno scelto di ignorarli”.
I legali delle vittime
Un video del Capodanno 2020 suggerirebbe che il personale del locale fosse già consapevole del rischio di incendio legato al materiale fonoassorbente infiammabile presente nei soffitti a contatto con le candele pirotecniche. Critiche sono state sollevate anche riguardo alla conduzione dell’inchiesta, assegnata a un team di quattro procure, guidato dalla procuratrice aggiunta Catherine Seppey, mentre Pilloud gestirà le comunicazioni. I legali delle vittime hanno espresso la loro preoccupazione per l’arresto dei gestori del Constellation, affermando: “Immaginate cosa accadrebbe alle vittime se queste persone lasciassero la Svizzera e non ci fosse la possibilità di un processo per i genitori e le famiglie”, ha sottolineato Sébastien Fanti, mentre Romain Jordan ha espresso il suo shock per l’esclusione degli avvocati dalle audizioni, le quali secondo esperti viola la normativa svizzera e potrebbe rendere necessaria una revisione dell’intera procedura.
L’indagine di Parigi
“La vicenda giudiziaria deve risolversi entro il 31 dicembre 2026 al più tardi”, ha spiegato Fanti, che rappresenta anche alcune famiglie italiane. Tuttavia, l’inchiesta “parte male”, ha affermato il legale, paragonandola a un caso del 2002 che riguardò il bambino italiano Luca Mongelli, diventato tetraplegico e cieco a seguito di un’aggressione. Nel 2023, il caso è stato archiviato. Nel frattempo, anche la procura di Parigi ha avviato un’inchiesta parallela per sostenere le famiglie francesi coinvolte nelle indagini svizzere, con l’obiettivo di facilitare i loro contatti con le autorità, come affermato dalla procuratrice Laure Beccuau.
Non posso credere che dopo una tragedia simile ci siano dubbi su come sia stata gestita l’inchiesta!!! Non è possibile che non abbiano arrestato i gestori del locale, sembra quasi una presa in giro per le famiglie delle vittime. E pensare che in Italia altre situazioni simili vengono trattate con più severità… Ma che fine ha fatto la giustizia?