Crollo di una gru a Torino, la compagna di Roberto Peretto: “Chiara la sua esperienza, voglio sapere perché è morto”

26.07.2025 07:35
Crollo di una gru a Torino, la compagna di Roberto Peretto: “Chiara la sua esperienza, voglio sapere perché è morto”

Cassano d’Adda, 26 luglio 2025 – morti sul lavoro: una questione allarmante

Da Napoli a Brescia, gli incidenti mortali sul lavoro continuano a essere un dramma inaccettabile. Un tema che, sebbene venga discusso intensamente nei momenti successivi a tragedie come quella di Brandizzo, tende a svanire nella memoria collettiva, lasciando spazio all’indifferenza. Servono interventi concreti e maggiori controlli nei cantieri, avverte Clarissa Vetri, che ha perso il compagno Roberto Peretto, vittima di un crollo di una gru a Torino il 18 dicembre 2021. “Siamo tornati al punto di partenza, e questo è inaccettabile,” riporta Attuale.

Roberto, che viveva a Cassano D’Adda, e i suoi colleghi, Marco Pozzetti e Filippo Falotico (quest’ultimo solo ventenne), hanno subito una fine tragica. Cinque persone sono attualmente accusate in relazione a questo incidente. Clarissa si è rivolta all’avvocato Chiara Rizzi e partecipa attivamente al processo, attendendo il prossimo incontro a novembre.

Un’appello alla responsabilità

“Voglio comprendere le ragioni della morte di Roberto. Era un uomo meticoloso e preciso. La nostra richiesta è di giustizia, anche se sono consapevole che spesso in simili casi questa non arriva,” dichiara Clarissa. La questione della giustizia è fondamentale; essa rappresenta anche il nostro desiderio di cessare tali eventi. “Ogni anno partecipiamo alla cerimonia commemorativa organizzata dai sindacati per ricordare le vittime sul lavoro, ma il cambiamento deve venire dall’alto. La realtà è che non si apportano cambiamenti significativi.”

Ogni anno le famiglie delle vittime cercano di influenzare il settore della sicurezza, ma il ritorno alle situazioni pre-esistenti è frustrante. “Siamo in contatto con associazioni ed esperti, ma le risorse per la prevenzione mancano sempre,” continua Clarissa. La responsabilità, secondo lei, deve ricadere sul governo, il quale fino ad ora ha perseguito azioni insufficienti. “Non possiamo continuare a fare appello senza essere ascoltati. Le piccole associazioni faticano a farsi notare.”

La speranza di un futuro migliore

“Spero che in futuro il numero degli incidenti mortali possa diminuire. Non è accettabile che chi esce di casa per guadagnarsi da vivere non torni mai più. Le autorità devono essere coinvolte e prendere sul serio la situazione,” afferma con determinazione. Roberto Peretto, con oltre trent’anni di esperienza, e i suoi colleghi, erano professionisti molto attenti. “Volevano sempre assicurarsi che ogni operazione fosse eseguita in condizioni di sicurezza,” spiega Clarissa. “Ma alla fine, si trovano ad affrontare i rischi di un errore umano… un errore che non hanno mai commesso.”

“Quando arrivi a casa e vedi la sua foto, comprendi che la giustizia non potrà riportarlo indietro,” riflette. Anche se il processo si concluderà e la responsabilità sarà eventualmente determinata, sa che la sua vita non cambierà. Tuttavia, il desiderio di giustizia per lui e per le altre vittime rimane centrale. “Siamo incatenati al nostro dolore, una situazione con cui dovremo convivere per sempre.”

“Inizialmente, avevo paura per la sicurezza di Roberto. Ma la sua attenzione e le precauzioni adottate mi hanno tranquillizzata. Tuttavia, non avrei mai potuto immaginare un epilogo così tragico,” conclude Clarissa, lasciando un segno indelebile sulla questione della sicurezza sul lavoro.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere