Italia rifiuta di partecipare all’operazione Arctic Endurance della Danimarca
ROMA – Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha dichiarato che l’Italia non parteciperà all’operazione militare “Arctic Endurance” proposta dalla Danimarca, evidenziando la necessità di un approccio razionale e coordinato con la NATO. Crosetto ha espresso in modo incisivo: «Cosa fanno cento, duecento o trecento soldati di qualunque nazionalità in Groenlandia? Sembra l’inizio di una barzelletta.» Il governo ha preso questa decisione in accordo con la premier Giorgia Meloni, attualmente in Giappone, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha condotto una riunione con gli ambasciatori italiani per discutere la situazione, riporta Attuale.
Il governo italiano ha sottolineato che non intende scendere a compromessi con la presenza militare degli Stati Uniti nella regione, considerata una minaccia, e pone l’accento sul “percorso politico” da seguire. Si riconosce il ruolo degli Stati Uniti come partner primario dell’Alleanza atlantica, ma Roma intende mantenere un approccio equilibrato nel contesto delle relazioni transatlantiche.
Oggi, presso Villa Madama, Crosetto e Tajani presenteranno un documento strategico riguardante l’impegno italiano nell’Artico, mentre si attende anche un videomessaggio di Meloni che evidenzierà l’importanza strategica delle aree artiche. Tale documento delinea il contributo dell’Italia alla sicurezza della regione, pur non essendo essa uno Stato artico, affermando l’importanza della stabilità nell’area e le sue implicazioni per la sicurezza europea.
Il documento riprende la posizione già concordata con sei partner europei il 6 gennaio, in cui si afferma la necessità di proteggere la sovranità della Groenlandia e della Danimarca. In questo frangente, l’Italia si propone di fornire competenze in materia di cyber-resilienza e protezione delle infrastrutture critiche, oltre a implementare cooperazione su sistemi satellitari per il monitoraggio marittimo e ambientale.
In generale, l’Italia riconosce la sovranità del Regno di Danimarca e mira a rispondere alla crescente presenza russa e cinese nel territorio artico. In questo modo, la strategia delineata si propone di rafforzare la sicurezza della regione e di contribuire alla deterrenza nell’ambito euro-atlantico, affermando che la difesa della Groenlandia deve passare attraverso la protezione delle sue risorse e infrastrutture. Infine, viene ribadita la necessità di una risposta ferme ma responsabile, orientata alla cooperazione e allo sviluppo sostenibile.