Le Minacce di Trump e Rubio: Cuba in una Situazione di Collasso
Le recenti minacce dell’ex presidente Donald Trump e del segretario di Stato Marco Rubio sono dirette a Cuba, storica alleata del Venezuela. Questo avviene in un contesto di crisi profonda per l’isola caraibica, già colpita da una grave carenza di carburante, blackout continui e un’inflazione insostenibile per la popolazione, «Con la pensione di 3000 pesos non si campa», riporta Attuale.
«Fossi il governo cubano mi preoccuperei. Sì, di Cuba dovremo parlare: è una nazione in fallimento», ha dichiarato Trump, accentuando la tensione dopo l’attacco americano in Venezuela e la cattura del presidente Maduro. Questi eventi costituiscono un duro colpo per Cuba, un paese già indebolito dalla crisi energetica ed economica, con un incremento della povertà e frequenti blackout quotidiani. La situazione è diventata insostenibile, con le infrastrutture in deterioramento e un crollo del turismo.
Cuba sta vivendo una crisi paragonabile a quella subita durante il crollo del blocco sovietico, un periodo che i cubani ricordano come «periodo especial». Tuttavia, la crisi attuale è percepita come ben più grave. Il sistema sociale e politico, un tempo solido, ha perso consenso, facendo emergere un senso di impotenza tra la popolazione. «Fidel lavorava per il bene del popolo, ma i governanti di oggi sono corrotti», afferma Eleonor, guida turistica a L’Avana. Questa percezione di corruzione è un tema ricorrente tra i cubani.
Interruzioni e Crisi Energetica
Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, Cuba ha perso il suo principale approvvigionatore di carburante. Fidel Castro ha quindi intensificato i rapporti con il Venezuela, creando uno scambio: petrolio a basso prezzo in cambio di assistenza sanitaria e personale militare. Tuttavia, con il blocco delle petroliere da parte dell’amministrazione Trump, la carenza di combustibile è diventata sistematica. Le code alle pompe di benzina sono diventate la norma e il rifornimento è disponibile solo a scadenze irregolari.
In aggiunta, le interruzioni di corrente sono diventate sempre più frequenti, causando gravi disagi alla popolazione. Rosa, una professoressa in pensione, sostiene che possono arrivare fino a 20 ore senza elettricità. Questo ha comportato l’impossibilità di conservare i cibi in freezer. La vita quotidiana dei cubani è segnata dall’assenza di energia, e la situazione è aggravata dalla povertà di cui soffre la maggioranza della popolazione.
Colpa dell’Embargo?
Molti cubani attribuiscono la crisi all’embargo statunitense. Tuttavia, è chiaro che le decisioni politiche interne hanno contribuito all’attuale situazione. La riduzione della produzione agricola, per esempio, ha portato Cuba a dover importare l’80% dei generi alimentari essenziali. La mancanza di farmaci e beni di prima necessità ha portato a un incremento del mercato nero e alle disuguaglianze sociali.
Fernando, un insegnante, nota che il Paese, un tempo il primo produttore mondiale di canna da zucchero, ora è costretto a subire l’impatto di un crollo dell’industria e del turismo, ridotto al 35%. La vita per molti cubani è diventata insostenibile e contraddittoria, vista la difficoltà nel reperire beni di prima necessità e la crescente disoccupazione.
Un Futuro Incerto
Con la fuga di massa dei giovani in cerca di migliori opportunità all’estero, il futuro di Cuba appare incerto. Mentre il governo dichiara la sua solidarietà al Venezuela, i cubani esprimono un desiderio di cambiamento più legato a necessità immediate di beni e servizi, piuttosto che a libere elezioni o giustizia politica. Quello che emerge è un profondo bisogno di stabilità economica e sociale, superando le ideologie politiche attuali.