Da Eli Cohen ai Sinwar: il ruolo dei resti nei conflitti mediorientali

29.10.2025 08:16
Da Eli Cohen ai Sinwar: il ruolo dei resti nei conflitti mediorientali

Resti dei Combattenti e Ostaggi: La Complessa Questione della Restituzione nel Conflitto Medio Orientale

Tutte le dinamiche nel conflitto mediorientale si intrecciano: dal recupero degli ostaggi ai resti di chi ha perso la vita. Nel contesto attuale, Israele è da tempo impegnato nella ricerca delle spoglie di Eli Cohen, un’agenzia della Mossad fucilata nel 1965 in Siria, senza però alcun esito positivo, riporta Attuale.

Negli ultimi anni, le autorità israeliane hanno tentato di rintracciare i resti di Cohen, ma senza successo. Recentemente, tuttavia, sono stati recuperati alcuni suoi effetti personali, come un orologio, e il ritorno dell’archivio legato alla sua operazione potrebbe fungere da passo preliminare per la restituzione delle sue spoglie. Questo recupero è stato ostacolato da manovre politiche interne siriane, intensificando ulteriormente la complessità dei legami tra i due paesi.

Nel maggio scorso, invece, l’intelligence israeliana ha riportato a casa la bara di Zvi Feldman, un carrista disperso durante la battaglia di Sultan Yacoub in Libano nel 1982, in un’operazione complicata che ha dimostrato la rilevanza della cooperazione tra Israele e Russia. Un altro esempio emblematico è la restituzione dei resti di Zachary Baumel, anch’esso carrista, che nel 2019 sono stati recuperati grazie all’intervento russo, evidenziando così profonde collaborazioni diplomatiche.

In un caso più recente, la restituzione di Eldad Regev e Ehud Goldwasser, soldati uccisi nella famosa imboscata del 2006 da parte di Hezbollah, è avvenuta solo dopo due anni di scambi di prigionieri. Questo scambio è stato fortemente influenzato dalla propaganda dei miliziani sciiti, i quali hanno utilizzato immagini di soldati israeliani come monito visivo.

La questione dei resti palestinesi è altrettanto complicata. Durante la seconda intifada, Israele ha trattenuto i resti di molti attentatori suicidi e militanti, creando dilemmi etici e politici. Le famiglie palestinesi hanno frequentemente richiesto la restituzione dei resti, senza alcun riscontro fino al 2014, quando furono restituite circa trenta spoglie. L’argomento è tornato d’attualità anche in relazione ai recenti negoziati per un cessate il fuoco, in cui Hamas ha richiesto i corpi di leader eliminati, segnalando l’importanza politica e emotiva di questi resti.

Queste manovre dimostrano quanto siano ancora ghiotte le ferite del passato, sottolineando che la questione dei caduti resta un aspetto cruciale e duraturo nei rapporti tra le parti coinvolte, fungendo spesso da detonatore per nuovi conflitti.

1 Comments

  1. Una situazione davvero complicata… è incredibile come i resti dei caduti possano diventare strumenti di negoziazione. In Italia, si fanno tante chiacchiere, ma qui si gioca con le vite. Che mondo strano! E poi ci si chiede perché non si trovi mai una pace duratura.

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