Da Gaza a Milano: la storia di Adam tra Lego, cicatrici e la perdita di 9 fratelli

13.06.2025 03:36
Da Gaza a Milano: la storia di Adam tra Lego, cicatrici e la perdita di 9 fratelli

Il viaggio di Adam e la sua famiglia: una storia di resistenza e speranza

MILANO – Un pallone da calcio appena sceso dall’aereo, mercoledì notte a Linate. A donarglielo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Nel contesto della sua permanenza all’ospedale Niguarda, dove riceverà le cure necessarie, Adam, un bambino palestinese di 11 anni, prova a giocare con i suoi mattoncini Lego. “Mi ha guardato di sfuggita, dicendo che sente dolore al braccio ma poi è tornato ai suoi Lego”, racconta Guido Bertolaso, assessore lombardo al Welfare, che ha fatto visita al piccolo. Adam è sopravvissuto a un attacco aereo che ha distrutto la sua casa a Khan Younis, in Striscia di Gaza, il 23 maggio, mentre stava giocando in giardino, a differenza dei suoi nove fratelli e del padre Hamdi, che non sono stati così fortunati, riporta Attuale.

Accanto a lui si trova Alaa al-Najjar, sua madre e pediatra di 36 anni, che porta con sé una serie di preoccupazioni. Ha scelto di venire in Italia e intende rimanerci fino a che la situazione a Gaza non migliorerà. Tuttavia, durante il viaggio, ha espresso il timore di non essere accettata a causa del niqab, il velo integrale, che indossa come parte della sua identità.

Fortunatamente, il timore sembra essere infondato. “Sa bene che gli italiani sono accoglienti”, afferma Khadir Tamini, presidente della comunità palestinese in Lombardia, che ha parlato con Alaa. “Per me che vivo qui da tanti anni, questa è una seconda patria”. Una sorella di Alaa si trova in Canada, dove lavora per Amazon, e non si vedevano da 12 anni. Un fratello vive in Irlanda e ha fatto arrivare un pacco di giocattoli per Adam all’ospedale. Nonostante la scelta di rimanere a Gaza e prendersi cura dei suoi piccoli pazienti, ora Alaa si confronta con un contesto completamente diverso.

“Dopo aver parlato con il personale medico del Niguarda, si sente più sollevata”, aggiunge Tamini. “È attenta e fa domande”. Secondo Bertolaso, è stata organizzata una riunione di coordinamento con tre ospedali che accolgono bambini palestinesi, tra cui Adam. Insieme a lui, ci sono Nehal, 12 anni, ricoverata al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, e Asel, 15 anni, al Policlinico di Milano. “Tutti e tre stanno ricevendo un primo controllo medico”, precisa Bertolaso, evidenziando la gravità delle condizioni della bambina ricoverata a Bergamo, che ha subito serie lesioni da esplosione, con entrambi gli arti compromessi e danni agli organi interni. È in terapia intensiva e ha perso la madre; suo padre è l’unico familiare rimastole, insieme a cinque fratelli di varia età.

Aggiunge infatti Bertolaso che alla bambina del Policlinico è già stato tolto un polmone a Gaza e ha bisogno di riabilitazione polmonare, oltre a dover affrontare numerose fratture. Per quanto riguarda Adam, “l’ho visto mentre giocava con i Lego, stava costruendo una Ferrari solo con la mano destra, poiché la sinistra è bloccata”. Bertolaso ammette che non sarebbe stato in grado di costruirla con la stessa velocità di Adam, il quale è anche un esperto del cubo di Rubik, riuscendo a risolverlo in tre minuti. “È un ragazzo di grande intelligenza”, sottolinea, precisando che ha una frattura del radio e vari problemi neurologici legati al nervo radiale. La sua pelle è disseminata di schegge provenienti dall’esplosione e il personale sanitario lo sta monitorando con attenzione. Adam porta con sé un trauma profondo, ma la presenza della madre al suo fianco è un conforto significativo. Entrambi sono grati per le cure e l’attenzione che ricevono.”

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