Da “little Marco” a “viceré”: la trasformazione di Marco Rubio nel governo di Trump

06.01.2026 14:05
Da "little Marco" a "viceré": la trasformazione di Marco Rubio nel governo di Trump

Marco Rubio: l’ascesa a “viceré” del Venezuela e i possibili rischi della strategia di Trump

Marco Rubio, ex senatore della Florida, continua la sua sorprendente ascesa nel sistema di potere di Donald Trump, assumento ruoli chiave nella strategia statunitense verso il Venezuela. Recenti sviluppi indicano un crescente potere per Rubio, tanto da essere definito “segretario di tutto” e “viceré del Venezuela”. Tuttavia, ci sono preoccupazioni sulle conseguenze della sua nomina e sulla possibilità che Trump lo scarichi in caso di fallimento, riporta Attuale.

Dieci anni fa, Rubio e Trump erano avversari nella corsa repubblicana per le presidenziali del 2016, scambiandosi aspre accuse. Dopo un inizio difficile, Rubio ritirò la sua candidatura. Tuttavia, negli anni successivi, la fiducia di Trump in Rubio è cresciuta, tanto da nominarlo segretario di Stato e responsabile dell’Agenzia per lo sviluppo internazionale UsaID, ora soppressa. La concentrazione del potere di Rubio nella politica estera americana è simile, in precedenza, solo a quella di Henry Kissinger.

Oltre ai suoi ruoli come segretario di Stato e consigliere per la Sicurezza nazionale, Rubio è stato nominato Archivista degli Stati Uniti, una posizione di grande importanza data la custodia dei documenti storici e politici del paese. Questa espansione del suo potere ha suscitato l’attenzione dei media, che lo considerano un attore chiave della politica estera americana.

Politicamente astuto e spregiudicato, Rubio è riuscito a unire la destra tradizionalista con una nuova visione populista. Tuttavia, pur mantenendo un profilo di lealtà verso Trump, è apparso spesso come il volto più dialogante del trumpismo in Congress, contribuendo a placare gli alleati europei. La sua nomina a segretario di Stato è stata approvata all’unanimità dal Senato, segno di un consenso trasversale.

Le sue recenti posizioni, incluse quelle contro l’Unione Europea per le normative sulle tecnologie digitali, hanno rafforzato la percezione di Rubio come un alleato di Trump, ma che allo stesso tempo cerca di mantenere una certa distanza rispetto ad alcune politiche più estreme. Ha appoggiato l’intervento in Venezuela per “decapitare” il regime di Maduro, ma ha mostrato riserve sui rischi di una governance diretta a Caracas, preoccupato che eventuali fallimenti possano ricadere su di lui.

In un contesto complesso come quello attuale, Rubio sta tentando di bilanciare ambizioni politiche personali e pressioni provenienti dall’amministrazione Trump. La sua posizione è non solo strategica, ma anche simbolica, mentre la Casa Bianca cerca di consolidare il proprio potere in America Latina. Ciò che sembrava una crescente influenza alla luce della politica estera di Trump potrebbe, nel lungo termine, trasformarsi in una sfida, non solo per Rubio, ma anche per la stabilità della strategia statunitense nella regione.

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