Da Prato a Milano per un omicidio: arrestati i due sicari del tentato omicidio in corso Garibaldi

19.06.2025 10:18
Da Prato a Milano per un omicidio: arrestati i due sicari del tentato omicidio in corso Garibaldi

Aggressione a Milano: arrestati due sospetti

Milano: Aggressione con spari

Due killer, provenienti da Prato, hanno atteso pazientemente il loro bersaglio per circa tre ore al di fuori della sua abitazione, per poi aggredirlo con l’intenzione di ucciderlo. Questo avvenne nei pressi dei vivaci locali di largo la Foppa, dove la vittima si rifugiò in cerca di aiuto, riporta Attuale.

A distanza di meno di tre mesi dall’incidente verificatosi in via Marsala, gli investigatori della Squadra mobile hanno proceduto con l’arresto dei presunti autori dell’agguato, identificati come due cittadini cinesi di 45 e 47 anni. Sono accusati di aver tentato di uccidere l’imprenditore con tre colpi di pistola di calibro 32; uno dei proiettili ha graffiato la testa della vittima.

Polizia intervenuta dopo l’agguato

Intervento della polizia in corso Garibaldi dopo l’agguato.

La dinamica del colpo

Le indagini condotte dagli agenti di via Fatebenefratelli, sotto la direzione di Alfonso Iadevaia, si sono inizialmente concentrate sull’analisi delle registrazioni delle telecamere di sorveglianza nell’area dell’agguato e sulle vie di fuga utilizzate dai sospetti. Dai filmati è emerso che i due hanno atteso la vittima sotto casa e l’hanno attaccata al suo ritorno da una cena: l’uomo è riuscito a reagire, liberandosi e cercando di scappare, ma uno dei sicari lo ha inseguito, sparando per tre volte e colpendolo di striscio al capo.

La fuga dai luoghi del crimine

L’escussione della fuga è stata documentata dalle stesse telecamere. Gli agenti, che hanno recentemente eseguito gli ordini di custodia cautelare emessi dal giudice su richiesta del pubblico ministero Bruna Albertini, sono riusciti a tracciare il percorso dei due cinesi, i quali, subito dopo l’agguato, sarebbero ripartiti per la Toscana. L’analisi delle immagini è stata successivamente integrata con i dati provenienti dallo studio approfondito dei tabulati telefonici per identificare i potenziali sospettati.

Le motivazioni dietro l’agguato

È emerso che i killer sono stati assoldati da un mandante, evidentemente in possesso di un debito irrisolto con la vittima. Le indagini attualmente si concentrano sul identificare il mandante, con particolare attenzione alla pista economica all’origine del crimine, che secondo le prime analisi è stata decisiva. L’inchiesta proseguirà con l’obiettivo di far luce su chi ha ordinato l’aggressione al quarantaduenne di via Marsala.

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