Milano, 9 luglio 2025 – Il caso Visibilia e l’accusa di truffa aggravata ai danni dell’Inps coinvolgono la ministra Daniela Santanchè: il gup Tiziana Gueli ha rinviato l’udienza al prossimo 17 ottobre per permettere le repliche dei pubblici ministeri, riporta Attuale.
Il nodo intercettazioni
Gli avvocati Salvatore Pino e Nicolò Pelanda, a margine dell’udienza del 9 luglio, hanno dichiarato che le intercettazioni riguardanti il ministro del Turismo “devono essere dichiarate inutilizzabili”. La senatrice di Fratelli d’Italia è accusata di truffa aggravata ai danni dell’Inps, procedimento che è stato rinviato al 17 ottobre. Secondo le informazioni disponibili, le registrazioni dimostrano chiaramente che la decisione di accedere alla cassa integrazione è stata sollecitata dai reporter, per mendicanti professionisti.
Articolo 68 della Costituzione
Durante l’udienza odierna, il gup Tiziana Gueli e i pm hanno ascoltato Dimitri Kunz, compagno di Daniela Santanchè, coinvolto nel caso insieme a Paolo Concordia. Gli avvocati hanno argomentato che “l’acquisizione delle comunicazioni via email, Whatsapp e delle registrazioni ambientali da parte di dipendenti” viola l’articolo 68 della Costituzione. Sono state presentate prove di una sentenza che supporta la richiesta riguardante la mancata autorizzazione per queste acquisizioni, evidenziando che il ministro è incluso tra i destinatari di tali materiali, risalenti fino al 2015.
I motivi del rinvio
L’udienza è stata rinviata al 17 ottobre anche a causa di un’eccezione sulla formulazione del capo d’imputazione, la quale è stata considerata non conforme ai requisiti di chiarezza e precisione stabiliti dal Codice. Dopo aver ascoltato l’interrogatorio di Dimitri Kunz, sono emersi elementi oggettivi che dimostrano la loro estraneità rispetto a determinate decisioni adottate in seno a Visibilia Editore Spa, spingendo a un’eccezione di inutilizzabilità che ha causato il rinvio relativo all’acquisizione delle comunicazioni.
Dimitri Kunz e il caso della cassa integrazione
Dimitri Kunz, co-imputato nell’udienza preliminare per concorso in truffa aggravata ai danni dell’Inps, ha dichiarato che la richiesta e l’erogazione della cassa integrazione a zero ore Covid-19 per i dipendenti di Visibilia Editore è stata un errore del direttore amministrativo e di cui egli stesso si considera estraneo. Questa affermazione mette in luce la questione delicata dell’erogazione irregolare di fondi, avvenuta tra maggio 2020 e febbraio 2022, sollevando interrogativi sull’intera gestione delle pratiche di supporto economico nel settore editoriale.