La battaglia legale delle madri groenlandesi in Danimarca continua: il governo danese ha vietato l’uso dei test di competenza genitoriale sui groenlandesi, ma le madri Keira e Ivana raccontano le loro strazianti esperienze dopo che i loro figli sono stati strappati loro all’atto della nascita, riporta Attuale.
Keira, 39 anni, ha ricevuto solo due ore per salutare la sua neonata, un momento che ha descritto come devastante: «Mi sono sentita come se la mia anima fosse morta». Anche Ivana ha dovuto affrontare una situazione simile; il 11 agosto, la sua bambina è stata portata via dopo appena 60 minuti dalla nascita. Ivana ha subito test di competenza genitoriale che l’hanno dichiarata non idonea a causa di traumi subiti in passato.
Queste due donne rappresentano solo una parte delle tante groenlandesi che vivono in Danimarca e lottano per riavere i loro figli allontanati dai servizi sociali. I test di idoneità genitoriale, noti in Danimarca come FKU, sono stati bloccati dal governo nei confronti delle famiglie groenlandesi, ma rimangono legali per i genitori danesi. Tali valutazioni sono solenni in situazioni complesse di assistenza sociale, quando sorgono preoccupazioni per il benessere dei bambini.
La struttura dei test di competenza genitoriale
Il test FKU è concepito per misurare vari aspetti comportamentali e psicologici dei genitori, incluse domande su sequenze numeriche e cultura generale. I sostenitori affermano che questi test offrono una valutazione più obiettiva rispetto a quelle fornite dagli assistenti sociali. Tuttavia, i critici sottolineano che i test non possono prevedere con significatività le capacità genitoriali e risentono di bias culturali, essendo redatti in danese anziché in kalaallisut, la lingua madre della maggior parte dei groenlandesi.
Statistiche e situazioni attuali
Secondo il Centro Danese per la Ricerca Sociale, i genitori groenlandesi hanno 5,6 volte più probabilità di vedere i loro figli collocati in famiglie adottive rispetto ai genitori danesi. Nonostante le dichiarazioni governative di riesaminare circa 300 casi complessi, finora solo un numero esiguo di essi ha ricevuto attenzione.
Keira ha raccontato che la sua valutazione nel 2024 è stata negativa, nonostante aspettasse una bambina. Le domande poste durante il test, come «Chi è Madre Teresa?» e «Quanto tempo impiegano i raggi del sole a raggiungere la Terra?», le hanno lasciato un senso di impotenza. Ivana, pur essendo groenlandese, è stata esclusa dalla nuova normativa che vieta l’uso dei test FKU.
Esperienze personali e drammi familiari
Keira ha parlato della sua difficoltà di mantenere un contatto con la sua figlia in affido, vedendola solo una volta a settimana. Ogni visita, porta con sé un omaggio della sua cultura per connettere la figlia alle sue radici. Al contrario, molti genitori groenlandesi non hanno la stessa opportunità: i casi già decisi, come quello di Johanne e Ulrik, non saranno riesaminati dal governo.
Il dolore di Johanne, che ha perso due figli in passato sulla base dei risultati di un test FKU, riporta alla luce la questione cruciale sui diritti e le condizioni delle famiglie groenlandesi in Danimarca. Le storie di Keira, Ivana, e molte altre mamme rappresentano una battaglia continua per la giustizia e il ricongiungimento familiare. La questione rimane aperta e assume contorni sempre più complessi, alimentando un dibattito necessario sulle politiche sociali che riguardano le minoranze e il benessere infantile.
Data dell’ultimo aggiornamento: 23 novembre 2025
Che storia triste e devastante… Non riesco a credere che in un paese civile possano succedere cose simili. Le madri groenlandesi meritano giustizia e un vero riconoscimento della loro cultura. È inaccettabile che i bambini vengano strappati in questo modo. Spero che le cose cambino presto.