Dazi: l’UE prepara le contromisure

15.07.2025 06:55
Dazi: l'UE prepara le contromisure

La fiducia nei mercati riguardo le minacce provenienti dal presidente americano sta vacillando: il fenomeno noto come Taco (Trump always chickens out, Trump fa sempre marcia indietro) ha evitato un nuovo lunedì nero per le borse mondiali. Tuttavia, ciò non impedisce ai leader dell’Unione Europea di reagire a una lettera degli Stati Uniti contenente dazi del 30%. Secondo quanto deciso dai ministri degli Esteri dei 27 Paesi, si sta attuando una strategia a doppio binario: da un lato la negoziazione con Washington, dall’altro l’istituzione di un secondo pacchetto di contromisure, pari a 72 miliardi di euro, da attivare il primo agosto nel caso in cui i dialoghi non dovessero proseguire positivamente.», riporta Attuale.

IL NUOVO APPELLO DI TRUMP

Trump, attraverso Truth, ribadisce la sua convinzione che gli Stati Uniti siano stati sfruttati nel commercio e in molti altri settori, subendo furti da amici e avversari. “Gli Stati Uniti d’America – afferma – sono stati derubati nel commercio (e nell’esercito!), da amici e nemici, allo stesso modo, per decenni”. Questo nuovo appello, tipico della sua strategia comunicativa, è seguito dalla disponibilità al dialogo: “Siamo aperti alla negoziazione anche con l’Europa. Infatti, stanno venendo qui”.

REAZIONE DELL’UNIONE EUROPEA

Dopo il tentativo di pace esposto da Ursula von der Leyen nei confronti di Trump, con la sospensione dei contraddazi a partire dal primo agosto, la giornata di ieri a Bruxelles ha mostrato una posizione più dura. “C’era la sensazione di essere vicini a un accordo proficuo per entrambe le parti”, ha dichiarato il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, incontrando i ministri dei 27 Stati membri, tutti convergenti nel lamentare e rimanere delusi dalla lettera del presidente. Parole simili sono state espresse dal ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen: “I Paesi membri trovano totalmente inaccettabile e ingiustificabile” la decisione di imporre dazi del 30% all’UE. La conclusione della riunione è stata nettamente attenta, ma non priva di incisività. Da un lato, le prime repliche dell’UE ai dazi di Trump, che ammontano a meno di 21 miliardi di euro, mirano a rispondere ai dazi del 25% su acciaio e alluminio, e dall’altro, è arrivato un secondo pacchetto UE del valore di 72 miliardi di euro, come risposta ai dazi “universali” del 10% annunciati dalla Casa Bianca tra il 5 e il 9 aprile. Questi colpiscono una varietà di beni industriali e agroalimentari, inclusi articoli come bourbon del Kentucky e aragoste del Maine, oltre a prodotti come agrumi, cosmetici e moda.

LA DIVERSITÀ DI OPINIONI TRA GLI STATI MEMBRI

Il lancio di questo nuovo pacchetto evidenzia posizioni discordanti all’interno delle cancellerie europee. Sebbene il tema principale sia l’unità, le capitali, anche se in modo sottile, mostrano opinioni differenti, divise tra falchi – coloro favorevoli a una guerra commerciale con Trump – e colombe, più inclini a mantenere una linea morbida. I falchi sono rappresentati da governi come quelli di Parigi e Madrid, seguiti da Vienna e Copenaghen. Emmanuel Macron ha spesso menzionato l’uso del bazooka, strumento che suggerisce misure punitive verso le Big Tech americane. Non è da escludere nemmeno l’arma anti-coercizione, che potrebbe comportare l’esclusione delle aziende statunitensi dall’Europa. D’altro canto, Italia e Germania si schierano a favore di un approccio dialogico, con Merz e Meloni attivamente impegnati nel prevenire un escalation del conflitto. In questo contesto si inserisce anche la missione del Ministro Antonio Tajani negli Stati Uniti: “La mia sarà una missione politica – ha chiarito Tajani prima della partenza, sottolineando l’importanza del dialogo commerciale – ma va ribadito che i negoziati sono condotti dall’Unione Europea”.

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