De Luca avverte il Pd: «La democrazia è in pericolo. Mio figlio? Vittima di volgarità»

02.09.2025 06:15
De Luca avverte il Pd: «La democrazia è in pericolo. Mio figlio? Vittima di volgarità»

Il governatore uscente della Campania, Vincenzo De Luca, critica aspramente il suo partito e i suoi leader in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, nonostante il suo desiderio di un terzo mandato sia naufragato a causa del governo Meloni. De Luca, nel suo nuovo libro La Sfida, edito da Piemme, prevede l’estinzione della democrazia, una coincidenza che appare significativa in un momento in cui saluta il suo incarico di governatore della Campania, riporta Attuale.

La democrazia

De Luca afferma che l’estinzione prossima della democrazia rappresenta un “quadro realistico”. Secondo lui, il suffragio universale è ormai divenuto un voto di minoranza. Sostiene che le dinamiche internazionali sono state stravolte da Donald Trump, il quale avrebbe cercato di affermare un modello di governo che considera la democrazia come un ostacolo. De Luca critica il suo partito, sottolineando come abbia smarrito le sue ragioni originarie, che erano quelle di essere un partito dei territori e delle autonomie.

De Luca e il Pd

Secondo De Luca, il Pd ha spesso incarnato il peggio del centralismo democratico e del correntismo doroteo. Critica anche il fatto che il partito stia cercando un profilo radicale, affermando che è necessario ripristinare il rapporto con il mondo cattolico e le sue sensibilità. Quando gli viene chiesto riguardo alla nomina del figlio Piero come segretario dell’organizzazione campana, De Luca risponde con veemenza, rifiutando di attribuire a lui il declino della partecipazione democratica.

Piero l’emigrante

De Luca racconta che Piero ha scelto “di fare l’“emigrante””, trascorrendo undici anni alla Corte di Giustizia in Lussemburgo e conquistando titoli accademici. Sostiene che suo figlio non ha bisogno di vivere di politica, potendo dedicarsi a una carriera più soddisfacente e redditizia. Conclude rimarcando la necessità di rispettare i diritti costituzionali dei cittadini dopo un lungo impegno politico.

I cacicchi

De Luca descrive i cacicchi del Pd a Roma come figure prive di radicamento sociale e territoriale, che non conoscono il lavoro necessario per guadagnare consensi. La sua critica è diretta a chi, rimanendo in posizioni nazionali, pretende di decidere per altri senza aver guadagnato il rispetto del voto popolare. Questa figura trova un riscontro con Sandro Ruotolo, il responsabile della comunicazione del partito.

Roberto Fico e l’inceneritore di Acerra

Infine, De Luca commenta la posizione di Roberto Fico sulla chiusura dell’inceneritore di Acerra, evidenziando l’importanza dell’autonomia energetica per lo sviluppo dell’Italia. Sottolinea la necessità di avviare un dibattito pubblico ampio e trasparente riguardo alla questione, affermando che il termovalorizzatore “sta bene dove sta”.

1 Comments

  1. Che situazione incredibile! De Luca sembra proprio preoccupato per la democrazia, ma non posso fare a meno di pensare: è davvero in pericolo o è solo un modo per giustificare il suo fallimento? E poi, il figlio “emigrante”? Forse è il segno che neanche lui crede nel futuro della politica italiana…

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