De Luca e Fico in conflitto: dura battaglia politica in Campania

09.09.2025 06:35
De Luca e Fico in conflitto: dura battaglia politica in Campania

Campania: tensioni nella coalizione progressista dopo l’accordo con Fico

Dopo l’ora dell’accordo arriva quella del conto, ed è sempre la più dolorosa. Le nuove fibrillazioni campane si spiegano molto semplicemente così. “La coalizione progressista è unita e compatta in tutte le regioni che vanno al voto”, afferma Elly Schlein. Non ha neppure torto, se si guarda ai partiti. Le difficoltà emergono dalle trattative con i ’capibastone’, e ciò che ancora non è risolto dipende sempre da quel nodo. Vincenzo De Luca ha accettato di sostenere come candidato presidente per la Campania Roberto Fico, figura che disdegna. Ha ottenuto in cambio la segreteria regionale promessa a suo figlio Piero, e ora arrivano le questioni spinose relative agli indirizzi politici e al potere reale, riporta Attuale.

Il governatore uscente vuole garantire che non venga smantellato il progetto ’Faro’ per la nuova sede della Regione. Pretende la stabilità delle nomine dei direttori generali delle Asl. Soprattutto, richiede di presentare due sue liste civiche per avere un peso in consiglio regionale con quattro fidati alleati. In caso contrario, De Luca minaccia di appoggiare una lista a favore di Fico da lui guidata. Dopo la formalizzazione della candidatura, non risparmia critiche: “Ho ascoltato l’annuncio e mi sono commosso. Non ho capito chi è l’ufficiale che ha celebrato. Se il buongiorno si vede dal mattino allora buonanotte. Avevamo deciso alcuni mesi fa di discutere prima dei programmi e poi dei nomi. Hanno fatto una fuga in avanti e non va bene”. Il messaggio al Nazareno è chiaro: non ha intenzione di farsi da parte.

Intanto si segnala una grana nel fronte calabrese riguardante Avs, mentre si arresta la corsa di Mimmo Lucano. I tribunali di Cosenza e di Reggio Calabria hanno dichiarato incandidabile l’europarlamentare ed ex sindaco di Riace, il quale ha presentato ricorso.

A destra, Mauro D’Attis (FI) è ormai ufficialmente in campo in Puglia, mentre in Campania permane un margine di indecisione tra un civico di area FdI ed Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri meloniano. Anche Luca Zaia ha ufficializzato il via libera per Alberto Stefani, candidato di Matteo Salvini, definendolo “un ragazzo in gamba” con i numeri giusti. Si attende ora di capire se il candidato sarà della Lega. Galeazzo Bignami, capo dei deputati di FdI, ha osservato che “Stefani è un nome importante”.

Nonostante le riserve nei confronti del candidato leghista, la premier Meloni sembra disposta a concedere la roccaforte veneta al Carroccio, a patto però che ci sia un impegno deciso sulla Lombardia. Consapevole della dinamica complessa, Meloni desidera garanzie immediate. La situazione si accumula sul tavolo di un summit di maggioranza rinviato più volte, ma è probabile che questa settimana finalmente si svolga. Bignami assicura che l’ufficializzazione dei candidati “arriverà prima del voto nelle Marche”, previsto per il 28 settembre. Le Marche, sebbene piccole, rappresentano una preoccupazione per Giorgia Meloni: se Matteo Ricci dovesse vincere, rischierebbero di passare di mano. Per questo motivo, i leader di centrodestra si riuniranno ad Ancona il 17 per sostenere Francesco Acquaroli. La preoccupazione nel quartier generale del centrodestra cresce in proporzione alle dimensioni dell’oggetto del contendere.

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