Denuncia l’Asl per tortura prima di morire in Svizzera

02.08.2025 06:35
Denuncia l'Asl per tortura prima di morire in Svizzera

Niente fiori, solo vestiti fucsia, alcol e musica per salutare Martina Oppelli, la donna triestina di 50 anni, da 20 malata di sclerosi multipla, morta in Svizzera con suicidio assistito. Queste le sue ultime volontà, riportate da Matteo D’Angelo in un incontro promosso dall’associazione Luca Coscioni. È stato lui, insieme a Claudio Stellari, a accompagnarla in Svizzera. Entrambi sono membri di Soccorso Civile, un’organizzazione che si occupa di disobbedienza civile in relazione al fine vita, rappresentata legalmente da Marco Cappato. Durante il viaggio, D’Angelo ha riferito che Martina ha dimostrato “grande serenità e forza d’animo”. Questo rappresenta l’ultima tappa di una lunga battaglia, culminata con una denuncia contro l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina, che ha rifiutato tre volte la sua richiesta di accesso al suicidio medicalmente assistito, riporta Attuale.

Due i reati contestati: rifiuto di atti d’ufficio e tortura. Secondo Oppelli, come riferito dall’associazione Coscioni, il servizio sanitario “non solo le ha negato un diritto, ma le ha provocato sofferenze inutili, arrecandole danni fisici e psicologici che per legge costituiscono una vera e propria forma di tortura”. È stato descritto un “trattamento inumano e degradante,” con le istituzioni che “hanno ignorato le sue sofferenze, costringendola a vivere per anni nel dolore estremo”. Già l’anno precedente, Oppelli aveva denunciato l’ASL per tortura, ma il caso era stato archiviato poiché “non risultava provata la sussistenza di trattamenti di sostegno vitale”.

La seconda denuncia si basa su “un significativo aggravamento clinico”. Oltre alle responsabilità penali, secondo Cappato, ci sono anche implicazioni politiche: “La responsabilità del presidente della regione Massimiliano Fedriga consiste nel fatto di aver fatto e detto tutto il possibile dentro e fuori dal palazzo per opporsi”. La risposta del governatore: “Asugi ha applicato con attenzione la sentenza della Corte”.

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