Dessewffy: «In Ungheria sarà difficile estirpare la corruzione»

13.04.2026 08:55
Dessewffy: «In Ungheria sarà difficile estirpare la corruzione»

Risultati inaspettati delle elezioni ungheresi: la vittoria di Magyar segna una svolta

In Ungheria, la vittoria schiacciante del candidato dell’opposizione, Magyar, ha sorpreso gli analisti, con affermazioni che mai prima d’ora il primo ministro Orbán aveva subito un colpo così duro in una consultazione elettorale. «Una vittoria così schiacciante da parte di Magyar è inaspettata, mai Orbán ha ottenuto tanto», ha dichiarato Tibor Dessewffy, direttore del Centro di ricerca di sociologia digitale all’Università Loránd di Budapest, mentre seguiva lo spoglio dei voti da casa. «Qui siamo tutti basiti», riporta Attuale.

La resa di Orbán si è manifestata già a metà scrutinio quando ha riconosciuto la vittoria di Magyar, comprendendo che la situazione stava peggiorando con lo scrutinio dei voti provenienti dalla capitale. Nonostante le dichiarazioni di sconfitta, la propaganda sui canali di stato ha continuato a insinuare interferenze straniere, evidenziando una desconessione dalla realtà alimentata da dati falsi diffusi dai loro sondaggisti.

Un elemento chiave di questa elezione è stata l’alta affluenza al voto, la maggiore mai registrata: «C’è stata una partecipazione al voto eccezionale, non è mai accaduto prima: il 10% in più di sempre. Abbiamo capito che l’alta affluenza avrebbe premiato soprattutto Tisza quando si è visto che la partecipazione maggiore si è concentrata nelle città», ha aggiunto Dessewffy, sottolineando la contenuta affluenza nelle regioni tradizionalmente favorevoli a Fidesz.

Il sociologo ha previsto che molti giovani, attratti dall’informalità e dalla giovinezza di Magyar, abbiano optato per i comizi invece che per altre attività. «Magyar è giovanile, informale, sa coinvolgerli sui social. Lo chiamano “Gesù dai jeans skinny”, attillati», ha osservato Dessewffy, commentando l’immagine mediatica del nuovo leader.

Dopo una campagna elettorale segnata da tensioni e accuse di sabotaggio, gli osservatori ora si interrogano su che direzione prenderà il nuovo governo. In una Ungheria polarizzata, ci sono segni di frustrazione tra coloro che non si aspettavano una sconfitta. «Molto dipenderà da come Orbán incanalerà questa frustrazione», ha detto. La sfida del futuro governo sarà affrontare condizioni economiche difficilissime, con un budget annuale già gravemente compromesso e la necessità di perseguire la corruzione, compito compresso da una necessaria e complessa riforma della giustizia.

Dessewffy conclude sottolineando che le aspettative sono elevate, ma il nuovo governo si ritroverà di fronte a circostanze che richiederanno tempo e determinazione per realizzare i cambiamenti promessi. Le prossime mosse di Magyar e la risposta di Orbán definiranno i contorni della politica ungherese nelle prossime settimane.

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