Diesel Euro 5, niente blocco fino al 2026: decisione sensata e Regioni interessate

08.07.2025 16:25
Diesel Euro 5, niente blocco fino al 2026: decisione sensata e Regioni interessate

Il divieto di circolazione posticipato di un anno

ROMA – Il divieto alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nelle Regioni del bacino padano è stato posticipato al 2026. Questa misura, che era prevista per ottobre 2025, è stata slittata di un anno grazie a un emendamento al Dl Infrastrutture approvato dalle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera, riporta Attuale.

La decisione interessa principalmente la Lombardia, il Piemonte, il Veneto e l’Emilia-Romagna, tutte Regioni che devono attuare specifici piani anti-smog per conformarsi ai limiti europei sulla qualità dell’aria.

“È una scelta di buonsenso che tutela l’ambiente senza penalizzare cittadini, imprese e territori”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, enfatizzando l’importanza “di una transizione graduale e sostenibile nel settore della mobilità”.

COME CAMBIA

Il divieto sarà applicato principalmente nei Comuni con più di 100.000 abitanti, anziché quelli con oltre 30.000, concentrandosi quindi sulle aree urbane più densamente popolate e inquinate. Questo provvedimento riguarderà auto e veicoli commerciali diesel di categoria Euro 5 (N1, N2, N3).

LE REAZIONI POLITICHE

C’è soddisfazione all’interno della Lega, che considera questa iniziativa come un tentativo di frenare le “follie di Bruxelles”. “Con questo emendamento – ha spiegato il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari – riusciamo a proteggere il Piemonte e la Pianura Padana dal divieto, dando alle Regioni il tempo necessario per trovare soluzioni alternative e ridurre l’inquinamento senza limitare la circolazione.”

Anche Fratelli d’Italia ha accolto positivamente la misura. “Un anno in più e una delimitazione alle grandi città consentiranno un percorso certamente più equilibrato, evitando di mettere in difficoltà le famiglie”, ha commentato la deputata Gaetana Russo.

COSA FARANNO LE REGIONI

Le Regioni interessate hanno la facoltà di introdurre il blocco anche prima della scadenza, aggiornando i propri piani di qualità dell’aria. In alternativa, possono optare per misure compensative per ridurre l’inquinamento, mantenendo i parametri stabiliti dall’UE senza ricorrere a limitazioni severe.

Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso “grande soddisfazione” per un intervento definito “pragmatico e realistico, opponendosi a derive ideologiche che penalizzano solamente i cittadini”.

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