Il 28 settembre 2025 la Moldova si prepara a un voto cruciale per il suo futuro politico. Negli ultimi mesi si è registrato un aumento significativo della domanda di attrezzature da campo e dispositivi di comunicazione come tende, generatori, radio portatili e power bank, segno che dietro la normalità estiva si cela una preparazione strategica. Esperti interpretano questo fenomeno come parte di una strategia di destabilizzazione orchestrata da Mosca, mirata a influenzare l’esito elettorale e la stabilità post-voto.
Strategie di destabilizzazione e scenari post-elettorali
Fonti interne indicano che la Russia mira a provocare manifestazioni di massa il giorno successivo alle elezioni. Se vincessero le forze filo-russe come il “Blocco Patriottico” o “Alternativa”, le proteste potrebbero essere motivate dalla difesa della vittoria elettorale. In caso di sconfitta, la narrativa potrebbe spostarsi verso accuse di falsificazioni elettorali e richieste di annullamento dei risultati, creando un clima di caos controllato. Entrambi gli scenari rientrano in una strategia volta a minare la stabilità interna della Moldova.
Il ruolo del blocco “Alternativa” e delle manovre russe
Parte di questa strategia è il sostegno a “Alternativa”, guidata dal sindaco di Chișinău Ion Ceban, concepita per infiltrarsi nella scena politica pro-europea e ostacolarne le decisioni. Mosca punta a sfruttare questa struttura sia in caso di vittoria di PAS sia in caso contrario, per assicurare la propria influenza nel Paese. Tuttavia, il blocco registra ancora bassi consensi elettorali, lasciando aperta la partita, con circa il 26,8% di elettori indecisi, secondo gli ultimi sondaggi.
Preparativi logistici e influenza sulla diaspora
Le manovre comprendono l’organizzazione del trasporto di cittadini moldavi dalla Russia verso la Moldova tramite rotte aeree e terrestri. Stime interne parlano di circa 15 mila persone mobilitate nei giorni pre-elettorali. Inoltre, vengono impiegati osservatori filo-russi della diaspora in Europa e negli Stati Uniti per documentare presunti abusi elettorali, parte di una strategia volta a legittimare contestazioni post-voto.
Implicazioni geopolitiche e rischi per la stabilità regionale
Il clima di tensione in Moldova rappresenta una sfida per la sicurezza regionale e per l’integrità delle istituzioni democratiche. Il Paese si trova nel crocevia tra interessi geopolitici contrapposti: da una parte il percorso verso l’integrazione europea, dall’altra le pressioni strategiche di Mosca. Gli sviluppi delle prossime settimane saranno determinanti per comprendere se la Moldova manterrà la propria stabilità o entrerà in una fase di crisi prolungata.