Suicidio di un ragazzo a causa di bullismo: il Ministero dell’Istruzione avvia sanzioni
Latina, 20 ottobre 2025 – Il ministero dell’Istruzione intensifica le indagini dopo il suicidio del 14enne Paolo Mendico. Gli ispettori, incaricati di valutare le responsabilità del personale dell’Iti Antonio Pacinotti riguardo ai presunti episodi di bullismo subiti dallo studente, hanno consegnato il loro dossier all’Ufficio regionale del Lazio, riporta Attuale.
Le verifiche ministeriali hanno confermato le prevaricazioni subite dal giovane a scuola, denunciate dalla famiglia, e hanno messo in luce che il personale scolastico non ha adottato le misure adeguate. Sono già state avviate contestazioni disciplinari nei confronti di tre docenti che operano tra la sede dell’istituto a Fondi e la succursale di Santi Cosma e Damiano, frequentata da Paolo.
Una contestazione non implica che l’individuo sia considerato colpevole, ma segnala l’apertura di un procedimento disciplinare. Chi riceve la contestazione ha dieci giorni per presentare una memoria difensiva o richiedere di essere ascoltato. L’eventuale sanzione (rimprovero, sospensione, licenziamento) deve essere comunicata entro quattro mesi.
Attualmente, sono in corso due inchieste: una da parte della procura dei minori di Roma per indagare i comportamenti dei presunti bulli, e un’altra della procura di Cassino, che esaminerà il coinvolgimento degli adulti – dirigenti, professori e personale scolastico – al fine di individuare eventuali reati, inclusi quelli omissivi, come la mancata segnalazione degli abusi. Le responsabilità penali potrebbero aggiungersi a quelle educative.
Dopo le notizie riguardanti l’ispezione ministeriale, la madre di Paolo Mendico ha espresso fiducia: “Nonostante il profondo dolore che cresce ogni giorno, aver ricevuto questa notizia ci ha ridato speranza e ci ha fatto capire che la giustizia esiste”, ha confidato Simonetta in un’intervista a Gianluigi Nuzzi, conduttore di ‘Dentro La Notizia’ su Canale 5. “Siamo soddisfatti di questo primo passo”.
“Sono stati sequestrati tutti i cellulari: i nostri, quello di Paolo, quelli degli insegnanti e dei dirigenti”, ha dichiarato la donna. “La verità verrà fuori. Non smetteremo mai di combattere per fare luce su questi fatti e per evitare che episodi così terrificanti accadano ad altri ragazzi”.
Ora si attende il lavoro degli inquirenti. “Speriamo che facciano il proprio dovere e che venga fatta giustizia per Paolo. È stato accertato che a scuola si è verificato bullismo; ora bisogna capire a chi spettano le responsabilità”, ha concluso Simonetta.