Trump affronta crescenti dissensi interni e critiche ai suoi commenti sulla tragedia di Rob Reiner
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si trova sempre più indebolito a causa dei dissensi che emergono anche all’interno del suo stesso partito, in particolare dopo le recenti sconfitte repubblicane in diverse elezioni locali. Le critiche si intensificano riguardo alle sue dichiarazioni e azioni, inclusa l’uccisione di presunti narcotrafficanti venezuelani in acque internazionali e i suoi commenti controversi sulla morte del regista Rob Reiner, definita da lui come una reazione da “Trump derangement”. Questa situazione è stata ampiamente riportata da Attuale.
Nell’ultimo anno, dopo le ripetute critiche, molti deputati e senatori repubblicani, sia centristi che radicali, si sono schierati contro Trump. Tra questi, spiccano le figure di John Kennedy, Don Bacon, Stephanie Bice e Mike Lawler. Anche Marjorie Taylor Greene, ex sostenitrice di Trump, ha alzato la voce contro di lui, mentre Thomas Massie ha chiesto una ribellione contro le sue dichiarazioni, considerandole “inappropriate e irrispettose” in un momento di tragedia familiare.
Massie ha esortato direttamente i suoi colleghi e il vicepresidente JD Vance a rispondere se le loro risposte fossero dettate dalla paura, sfidandoli a giustificare le “parole inaccettabili di Trump”. Tuttavia, Trump ha confermato il suo punto di vista durante una conferenza stampa, mantenendo il tono critico nei confronti di Reiner.
Nel frattempo, Susie Wiles, la fidatissima capo di gabinetto di Trump, ha rilasciato dichiarazioni pesanti alla rivista Vanity Fair, criticando parecchi membri chiave del governo e lo stesso presidente stesso, definendolo un “alcolizzato sobrio” e attribuendogli reazioni esagerate. Wiles ha espresso la sua preoccupazione riguardo alla gestione della giustizia da parte di Pam Bondi e ha descritto Russell Vought come un “zelota assoluto” di estrema destra.
Un’altra critica è rivolta a Elon Musk, definito “un’anatra strana” e una “personalità eccentrica”, mentre Wiles ha descritto i suoi commenti su storici leader autoritari come una manifestazione della sua “fase di microdosaggio”. Sebbene Wiles abbia tentato di rettificare i suoi commenti, il New York Times ha confermato la veridicità delle sue osservazioni.
La situazione di Trump è ulteriormente complicata dall’aumento del nervosismo tra i repubblicani per il deterioramento dell’economia e le sue perdite nei sondaggi. Con le elezioni di midterm in programma per il prossimo novembre, il presidente sta cercando di rassicurare i suoi seguaci promettendo un futuro di successo produttivo, nonostante le apprensioni degli economisti. Nel mentre, il senatore Josh Hawley sta organizzando un referendum antiabortista associato al voto, un’iniziativa considerata suicida dalla Casa Bianca e che potrebbe aggravare la posizione di Trump nel partito.
James Carville, noto stratega dei democratici, ha commentato la situazione con ironia, affermando che Trump è ormai “finito” e che la sua visione sull’immigrazione non ha più presa.