Incontro tra Stati Uniti e Russia a Miami per il piano di pace
Le delegazioni di Stati Uniti e Russia si sono riunite ieri pomeriggio a Miami per un primo confronto sul piano di pace elaborato da ucraini, europei e americani durante la recente conferenza di Berlino. Inizialmente, i rappresentanti americani previsti erano Steve Witkoff e Jared Kushner, rispettivamente consigliere e genero di Donald Trump. Tuttavia, è emerso che anche il segretario di Stato, Marco Rubio, ha partecipato ai colloqui. Dall’altro lato, Vladimir Putin ha incaricato il finanziere Kirill Dmitriev di rappresentarlo, senza ruoli formali. L’incontro ha visto la presenza di attori chiave della diplomazia internazionale, e le aspettative erano alte rispetto a possibili avanzamenti. La situazione in Ucraina, riporta Attuale.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che gli Stati Uniti intendono proporre un summit trilaterale con russi e ucraini. Questo obiettivo, rincorso da Donald Trump sin dal vertice in Alaska con Putin del 15 agosto, si fa sempre più concreto. Zelensky ha già manifestato la sua disponibilità a partecipare, sottolineando l’importanza della presenza di altri Paesi europei. Tuttavia, le trattative possono avviarsi solo con una convergenza su questioni chiave. Durante la conferenza stampa di fine anno, Putin ha dichiarato che «ora la palla è nel campo degli ucraini, la Russia ha già accettato dei compromessi».
Tra le risoluzioni discusse si trova il piano in 28 punti, pubblicato il 20 novembre, che ha suscitato interesse ma anche divisioni. Sembra che Mosca stia mostrando apertura sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea, ma permangono ambiguità su altre questioni, tra cui il rafforzamento dell’esercito di Zelensky e la presenza di una forza multinazionale sul territorio ucraino. La questione più delicata è quella territoriale, con Putin che continua a ribadire che l’intero Donbass, incluse le aree controllate da Kiev, «appartiene» alla Russia.
Il clima di tensione è palpabile. In un incontro tenuto a Miami, Witkoff e Kushner, insieme all’ucraino Rustem Umerov e a diplomatici di Francia, Germania e Regno Unito, hanno discusso le modalità per procedere. Il Cremlino, nel frattempo, continua a delegittimare il governo di Zelensky, richiedendo elezioni immediate in cambio di una tregua temporanea. Nonostante ciò, l’armata russa continua a bombardare l’Ucraina, con Odessa che ha registrato almeno otto vittime recentemente.
Zelensky ha risposto enfatizzando la necessità di misure di sicurezza rigorose per garantire l’integrità del voto. Ha avvertito che, se Trump dovesse sollevare la questione delle elezioni, sarebbe chiaro che esistono modalità per garantire la sicurezza degli elettori. La situazione rimane complessa e difficile, con Rubio che ha chiarito che non è possibile forzare né Ucraina né Russia a raggiungere un accordo.
La narrazione continua a essere avvelenata da insinuazioni e accuse reciproche. In particolare, Rubio ha respinto le affermazioni riguardanti il presunto favoritismo dei negoziatori americani nei confronti delle posizioni russe, mentre Zelensky ha respinto l’accusa di volere una continuazione del conflitto per mantenere la sua posizione.
Infine, un articolo del Wall Street Journal ha rivelato che Putin avrebbe imposto a Witkoff di presentarsi da solo ai negoziati, senza consiglieri della CIA. Nonostante le difficoltà, Dmitriev ha difeso gli sforzi per la pace, affermando che gli attacchi contro i fautori della pace diventano più accesi man mano che ci si avvicina a una risoluzione.
Mah, non si capisce più niente… La situazione in Ucraina è davvero complicata, e sembra che ogni tentativo di pace venga distrutto dalle accuse reciproche. È quasi surreale vedere politici americani e russi seduti insieme, ma a cosa serve se non c’è sincerità? La speranza è che non sia solo un gioco di parole…