Nuove indagini nell’omicidio di Chiara Poggi
Garlasco (Pavia), 14 luglio 2025 – “Resterà probabilmente ignoto, ma è una prova irrilevante anche questa”, dichiara Massimo Lovati, legale che insieme alla collega Angela Taccia difende Andrea Sempio. Quest’ultimo è sotto indagine da parte della Procura di Pavia nell’ambito del caso relativo all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Lovati esprime scetticismo riguardo alla ‘svolta’ derivante dall’analisi del Dna maschile prelevato tramite un tampone orale dalla vittima durante l’incidente probatorio. Oggi si attende l’esito della ripetizione dell’analisi, essenziale per validare scientificamente il risultato. Si prevede che confermerà solo la presenza di un profilo Y ignoto, come già indicato venerdì dai periti ai consulenti delle parti, che hanno potuto formulare le proprie conclusioni basandosi sui ‘dati grezzi’ a loro disposizione, effettuando comparazioni con i Dna registrati.
Esclusi il già condannato in via definitiva Alberto Stasi e Andrea Sempio, così come i Poggi, i cui aplotipi Y coincidono e sono stati rinvenuti insieme al sangue della vittima sotto un tappetino del bagno. Anche altri profili, indicati dalla Procura per il confronto con il materiale estratto dalle unghie di Chiara, sono stati esclusi. È da notare che non si sono realizzati ancora i prelievi di Dna degli amici di Sempio, Roberto Freddi, Mattia Capra e Alessandro Biasibetti, che non risultano indagati.
Nell’ipotesi accusatoria, andrebbe considerato che Sempio possa aver agito in concorso con altri soggetti ignoti, e la prima esclusione, oltre all’amico divenuto frate e assente durante il fatto, potrebbe includere altri amici. Le loro abitazioni sono state perquisite il 14 maggio, insieme a quelle di Sempio e dei suoi genitori. Questo è particolarmente significativo poiché quegli amici erano in comunicazione con Sempio il giorno della tragedia, scambiando messaggi e chiamate. È possibile considerare anche la comparazione con il profilo di Michele Bertani, un altro amico di Sempio, deceduto nel 2016. Qualora non si trattasse di qualcuno della cerchia già nota agli investigatori, risalire all’identità dell’aggressore potrebbe rivelarsi complesso.
Nel contesto di queste indagini, la nuova ricostruzione della dinamica dell’omicidio affidata dalla Procura ai consulenti del Ris di Cagliari assume un’importanza cruciale. Questi esperti hanno ispezionato l’abitazione dei Poggi il 9 giugno, alla ricerca di nuovi elementi. Per la sentenza che ha condannato Stasi, l’omicida è stato identificato come un’unica persona che ha attaccato Chiara da dietro, senza darle la possibilità di difendersi. Questa ricostruzione, come sottolineano anche i legali della famiglia Poggi, rende di scarsa rilevanza il Dna rinvenuto sulle unghie della vittima, complicando ulteriormente la spiegazione della possibile presenza di una terza persona.
Infine, sempre che il profilo risultante dal tampone orale, come avanzato dai consulenti legali delle parti coinvolte, non sia l’ennesima traccia di contaminazione, il che rimarrebbe una possibilità nella gestione delle prove raccolte. Attualmente, tutte le persone coinvolte nella manipolazione del campione, inclusi periti e consulenti, sono state escluse. “L’ipotesi più probabile, secondo i nostri consulenti – ribadisce l’avvocato Lovati – è che si tratti di un’indicazione da contaminazione, similmente ad altre già registrate”.