L’ex premier italiano e governatore della Bce, Mario Draghi, ha lanciato un appello all’Europa durante il suo intervento al Meeting di Rimini, esortando a intraprendere riforme urgenti per riaffermare il proprio peso geopolitico. «Il mondo di ieri non c’è più; chi vuole contare deve agire», ha dichiarato, sottolineando che l’Unione Europea non può più dipendere dalla sua potenza economica per acquisire influenza geopolitica, riporta Attuale.
Da Rimini – Secondo Draghi, gli eventi recenti segnano la fine dell’illusione che l’UE potesse esercitare un’influenza sul piano internazionale senza un’adeguata azione politica. «Siamo stati costretti a subire le decisioni del nostro alleato più vicino, gli Stati Uniti, e ad aumentare le spese militari in modi che non riflettono appieno i veri interessi europei», ha affermato. La sua analisi critica evidenzia il fallimento dell’Europa nell’influenzare questioni cruciali come i negoziati di pace tra Russia e Ucraina e gli eventi nel conflitto di Gaza, dove l’Europa è rimasta a guardare, snobbando un ruolo attivo che potrebbe aver avuto. Questo comportamento, secondo Draghi, genera scetticismo sull’effettiva rilevanza dell’Unione Europea nel panorama globale.
La svolta necessaria per l’UE
Rispondendo ai problemi attuali, Draghi non suggerisce di abbandonare il progetto europeo, anzi, richiama l’attenzione sulla necessità di una rapida evoluzione per riportare l’Unione a una posizione di rilievo. «L’Europa deve cambiare marcia, e in fretta», ha ribadito, sottolineando come la recente unità mostrata dai leader europei a Washington nel sostenere l’Ucraina rappresenti un passo importante, ma non sufficiente. Draghi ha esortato a riformare la struttura politica dell’EU e a procedere con riforme economiche significative, soprattutto per abbattere le barriere interne al mercato che ostacolano la crescita. Ha citato un’analisi dell’FMI, secondo la quale ridurre tali barriere potrebbe incrementare la produttività del lavoro del 7% in sette anni.
Il sussulto sui valori
Infine, Draghi ha sollecitato l’Europa a riscoprire il suo impegno verso valori fondamentali come democrazia, libertà, pace, solidarietà ed equità, che non possono più essere considerati scontati. Ha esortato i cittadini europei a trasformare il loro scetticismo in azione, avvertendo che «l’inazione è il peggior pericolo per l’Europa». L’ex premier ha concluso il suo intervento invitando i cittadini a riportare la democrazia al centro del dibattito, suggerendo che le responsabilità e le priorità debbano essere sempre gestite dall’elettorato.