Draghi: L’Europa deve trasformarsi in un attore protagonista nella geopolitica mondiale
Rimini – Durante il Meeting di Rimini, Mario Draghi ha criticato il ruolo marginale dell’Unione europea nei negoziati per la pace, sottolineando che, nonostante il notevole contributo finanziario alla guerra in Ucraina, l’UE è rimasta un spettatore nei conflitti globali, come il bombardamento dei siti nucleari iraniani e l’escalation della crisi a Gaza. “È necessario che l’Europa si svegli”, ha ribadito l’ex presidente del Consiglio, evidenziando che il 2025 rimarrà impresso come l’anno in cui “è evaporata l’illusione che la dimensione economica potesse automaticamente conferire potere geopolitico”, riporta Attuale.
Il discorso di Draghi ha enfatizzato la centralità della guerra in Ucraina. L’ex premier ha notato che, mentre la Cina sostiene apertamente le forze russe, le reazioni europee sono risultate inefficaci. “Ci siamo dovuti adattare ai dazi imposti dagli Stati Uniti, nostro principale partner commerciale, e siamo stati spinti ad aumentare la spesa militare, una decisione che avremmo dovuto prendere con maggiore lungimiranza”, ha dichiarato Draghi.
Con uno sguardo proiettato verso il futuro, il messaggio di Draghi è chiaro: l’Europa deve cambiare marcia. “Non possiamo distruggere l’integrazione europea per tornare a una sovranità nazionale, perché questo ci esporrebbe maggiormente alle pressioni delle grandi potenze. È chiaro che senza l’UE non staremmo meglio”, ha affermato, sottolineando la necessità di trasformare lo “scetticismo nei confronti dell’Europa in azione, agendo ora per disegnare il nostro futuro”.
Draghi insiste sulla necessità di una trasformazione dell’UE “da spettatore a protagonista”, affermando che la forza economica è necessaria ma non sufficiente per influenzare la geopolitica. “Le riforme economiche sono indispensabili”, ha aggiunto, richiamando l’interesse verso un debito condiviso che possa finanziare progetti di grande portata, fondamentali in settori come la difesa, l’energia e le infrastrutture europee.
Riferendosi al suo rapporto sul futuro della competitività europea, Draghi ha sottolineato come la consapevolezza della necessità di cambiamento fosse poco avvertita fino alla rielezione di Donald Trump. “Di fronte agli eventi attuali, gli Stati europei devono imparare a collaborare”, ha avvertito, lanciando un monito contro la rigidità e la passività, “il peggior nemico” della cooperazione.
Draghi ha concluso sottolineando che l’Europa rappresenta la “migliore opportunità per un futuro di pace e sicurezza”, citando la presenza di leader europei durante un recente incontro alla Casa Bianca sul conflitto in Ucraina come esempio di unità, “una manifestazione che ha più peso agli occhi dei cittadini europei di molte riunioni a Bruxelles”.
Mah, è davvero incredibile vedere come l’Europa resti a guardare mentre il mondo cambia così rapidamente. Draghi ha ragione, ci vuole più audacia! La Cina sta giocando la sua partita e noi sembriamo sempre più indietro. Serve un’Europa unita e forte, non possiamo permetterci di restare in secondo piano…