Dubbio sul Pd al Quirinale: la crisi di fiducia tra governo e presidenza

21.11.2025 06:55
Dubbio sul Pd al Quirinale: la crisi di fiducia tra governo e presidenza

Crisi istituzionale in Italia: il futuro di Elly Schlein in bilico

Stavolta tra i due litiganti, il terzo, o meglio la terza, proprio non gode. Sulla carta, Elly Schlein potrebbe essere soddisfatta da uno scontro istituzionale divampato all’improvviso che ha incrinato il già fragile rapporto di fiducia tra governo e presidenza della Repubblica e dal quale la premier non è uscita con una immagine smagliante, riporta Attuale.

Il consigliere Francesco Saverio Garofani ha messo nel mirino sia la leader della destra che la segretaria del Pd, insinuando che il suo disarcionamento fosse necessario per evitare un’influenza negativa fino al Colle di Giorgia Meloni.

Nel Pd nessuno finge di non aver capito quanto la conversazione incriminata nel ristorante Terrazza Borromini riguardasse in realtà gli equilibri interni del partito e nell’opposizione. La vicepresidente del partito, Chiara Gribaudo, ha scherzosamente osservato: “Lo dico con una battuta: forse dovremmo essere più offesi noi del Pd.

Il dissenso nei confronti di Schlein è palpabile e la sua posizione appare sempre più fragile. Nonostante questo, la segretaria è determinata a mantenere il Pd autonomo dal Quirinale, ritenendo che questo passo sia essenziale per realizzare un cambiamento radicale nella direzione del partito. Sa però che le sfide che la attendono sono ardue e circondata da critiche non può essere facile.

Schlein afferma con sicurezza: “Io sono pronta a correre”, e al momento non si presentano candidati in grado di metterle il bastone tra le ruote. L’offerta politica al centro rimane debole, come ha sottolineato Garofani. L’unico sfidante reale resta Giuseppe Conte, ma un’alleanza tra i due leader sarebbe difficile da attuare, secondo il politologo Roberto D’Alimonte, a causa delle divergenze tra gli elettori di M5s e Pd.

Nel frattempo, a destra, i leader stanno cercando di chiudere rapidamente l’incidente. Dopo un comunicato che sottolineava l’intenzione di non attaccare ulteriormente il consigliere di Mattarella, Antonio Tajani ha minimizzato la questione: “Non c’è stato alcun attacco al Colle. Tuttavia, ci sono ancora voci critiche, come quella di Matteo Salvini, che ha dichiarato: “Un esponente di livello che ricopre un incarico delicato presso il Quirinale e fa chiacchiere in libertà tra amici al bar è quantomeno imprudente”.

Anche Francesco Paolo Sisto e Marco Scurria hanno espresso le loro preoccupazioni in merito a quest’episodio, richiamando l’attenzione sulla necessità di proteggere l’immagine del Quirinale. In tale contesto, le pressioni interne al partito di Meloni sembrano esser cresciute, alimentando preoccupazioni riguardo all’isolamento del suo partito nel centrodestra, poiché la Lega si è defilata mentre Forza Italia si è allineata con il Colle.

Malgrado il tentativo di chiudere la questione, la situazione rimane complessa. La delusione del presidente a causa di un attacco non previsto è palese e denota una crescente frustrazione nei confronti dei contrappesi istituzionali. Inoltre, la connessione tra FdI e manovre che potrebbero derivare da forze filo-russe ha alimentato malcontento, contribuendo a un clima di diffidenza nei confronti del Pd.

La reale gravità della situazione si rivela attraverso le tensioni crescenti tra vari attori politici, in un contesto europeo segnato dalla guerra in Ucraina, che continua a costituire una questione centrale. La crisi in atto tra FdI e i loro avversari politici non contribuisce certo a risolvere queste preoccupazioni latenti, che riguardano non solo l’Italia, ma anche il futuro della cooperazione europea.

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