È morta l’attivista per i diritti civili Claudette Colvin, pioniera della protesta contro la segregazione

14.01.2026 07:55
È morta l'attivista per i diritti civili Claudette Colvin, pioniera della protesta contro la segregazione

Morte di Claudette Colvin, attivista per i diritti civili, a 86 anni

Martedì è morta a 86 anni l’attivista statunitense per i diritti civili dei neri Claudette Colvin, che nel 1955 si rifiutò di cedere il proprio posto a una donna bianca su un autobus segregato, un atto di protesta che nove mesi dopo sarebbe stato replicato da Rosa Parks, in un caso divenuto molto più celebre. Colvin non ha mai goduto della stessa notorietà di Parks e il suo contributo alla lotta contro la segregazione razziale è stato riconosciuto solo negli ultimi quindici anni, riporta Attuale.

Entrambi gli episodi si sono verificati a Montgomery, capitale dell’Alabama, dove, come in altri stati del sud degli Stati Uniti, le leggi locali stabilivano una rigida separazione tra bianchi e neri in numerosi aspetti della vita quotidiana, limitando fortemente i diritti di quest’ultimi, inclusa la registrazione per votare. Colvin, all’epoca quindicenne, spiegò di essersi rifiutata di cedere il posto alla donna bianca che lo chiedeva perché ve ne fosse un altro libero accanto a lei; la donna, tuttavia, non voleva occupare il posto, ritenendo inappropriato sedersi vicino a una persona di colore. Colvin venne arrestata, accusata di aggressione a un agente di polizia e condannata alla libertà condizionale, una condanna che è stata cancellata nel 2021.

Successivamente, il suo caso, insieme a quello di altre quattro ragazze in situazioni simili, è stato portato in tribunale da un’organizzazione per i diritti civili, giungendo davanti alla Corte Suprema, che ha ordinato la fine della segregazione razziale su tutti i mezzi di trasporto. Tuttavia, nella memoria collettiva, la rilevanza di questo caso è stata superata da quello di Rosa Parks, che ha contribuito a rendere famoso Martin Luther King. Dopo questi eventi, Colvin è stata allontanata dal movimento per i diritti civili a causa del fatto di aver avuto un figlio al di fuori del matrimonio.

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