Ecuador: video di aggressione a un manifestante alimenta le proteste contro il governo Noboa

30.09.2025 13:25
Ecuador: video di aggressione a un manifestante alimenta le proteste contro il governo Noboa

Manifestazioni in Ecuador dopo la morte di un leader indigeno

Un video mostra soldati che colpiscono ripetutamente un manifestante moribondo, scatenando intense proteste in Ecuador, dove da oltre una settimana le comunità indigene sono mobilitate contro l’eliminazione di alcuni sussidi sul gasolio. Il manifestante, Efraín Fueres, 46 anni, leader indigena, è deceduto dopo aver ricevuto tre ferite da arma da fuoco, risultando vittima della violenza governativa, riporta Attuale.

Le immagini, catturate da una telecamera di sicurezza sulla statale E35 nel nord del paese, mostrano alcuni manifestanti in fuga dopo scontri con l’esercito. Fueres, trasportato da altri due manifestanti, era a terra incapace di muoversi. Nonostante i tentativi di soccorso, quattro soldati sono intervenuti, colpendo lui e il suo soccorritore con calci e il calcio del fucile anziché prestare aiuto.

La procura di Cotacachi ha avviato un’indagine per “uso illegittimo della forza” da parte dei soldati, mentre il governo del presidente conservatore Daniel Noboa sostiene che i manifestanti avessero precedentemente attaccato un convoglio governativo, causando il ferimento di 12 soldati e il possibile rapimento di 17 membri delle forze armate. Noboa ha denunciato un attacco al suo convoglio presidenziale, indicando che veicoli che lo trasportavano e alcuni ambasciatori stranieri sono stati colpiti con bottiglie molotov e pietre.

Le proteste sono organizzate dalla Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador (CONAIE), una forza storica nelle comunità indigene, responsabile di mobilitazioni significative che hanno portato alla caduta di tre presidenti tra il 1997 e il 2005. CONAIE smentisce le affermazioni governative riguardo alla morte di Fueres, denunciando anche l’uso di armi da fuoco contro i manifestanti e altre gravi violazioni, come l’interruzione dei servizi internet e telefonici e la repressione giudiziaria nei confronti dei suoi legali.

I manifestanti, tra cui Fueres, stavano lottando contro l’abolizione del sussidio al gasolio, il cui prezzo è salito da 1,8 a 2,8 dollari statunitensi per gallone. Inoltre, chiedono la cancellazione dell’aumento dell’IVA dal 12 al 15%, una moratoria sulle nuove estrazioni minerarie e risposta immediata alle carenze nel sistema sanitario.

Noboa, eletto ad aprile per un mandato di quattro anni, ha escludo la possibilità di trattare con i manifestanti. Il suo governo sta attuando misure di austerità per affrontare il deficit e soddisfare le richieste del Fondo Monetario Internazionale, mentre il paese affronta blackout ricorrenti e la crescente violenza dei gruppi criminali. Le recenti azioni governative, secondo i critici, sono viste come atti di intimidazione contro le legittime rivendicazioni della popolazione.

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