Vaccinazioni antinfluenzali in Italia: i medici chiedono un riesame urgente delle tempistiche
Roma, 25 settembre 2026 – La Fimmg, Federazione generale dei medici di medicina generale, ha sollecitato il ministero della Salute e le regioni a rivedere le tempistiche delle vaccinazioni antinfluenzali in Italia. Secondo le proiezioni meteorologiche influenzate da El Niño e dal mutamento climatico, l’autunno e l’inverno potrebbero presentare temperature significativamente più elevate rispetto alla norma. “Se le previsioni si confermassero, la curva epidemica potrebbe risultare più bassa, più lenta o spostata in avanti rispetto agli anni passati”, afferma Silvestro Scotti, segretario generale nazionale, riportando Attuale.
Il potenziale aumento delle temperature invernali comporta necessità di riconsiderare l’inizio della campagna vaccinale anti-influenzale 2026, prevista per il primo ottobre. Questo perché un clima più caldo potrebbe ritardare il picco virale, rendendo cruciale la vaccinazione durante i mesi finali dell’inverno.
Nonostante l’incertezza sulle condizioni meteorologiche, l’attuale effetto combinato di riscaldamento atmosferico e di un El Niño di dimensioni storiche potrebbe generare scenari climatici inusuali, aumentando l’importanza di un’adeguata strategia di vaccinazione.
Con le temperature più miti, i cittadini potrebbero sottovalutare il rischio dell’influenza. “Chiudere la campagna a dicembre come da consuetudine significherebbe lasciare scoperta proprio la fase più critica”, avverte Scotti.
Inoltre, la Fimmg sottolinea l’urgenza della sorveglianza epidemiologica. Attualmente, i medici di famiglia non hanno accesso ai dati settimanali RespiVirNet, necessari per orientare la diagnosi e le terapie. Scotti chiede che il monitoraggio virologico sia disponibile sin dall’inizio della campagna, affinché possa informare le decisioni sui pazienti e sulla vaccinazione.
“Non chiediamo nulla di straordinario: vogliamo che chi vaccina e chi cura abbia accesso alle stesse informazioni di chi programma”, insiste il leader sindacale, evidenziando l’importanza di una coordinazione efficace.
In sintesi, ecco le principali richieste dei medici di base:
- Ripristinare e garantire il flusso settimanale dei dati RespiVirNet, con diffusione tempestiva ai medici di medicina generale.
- Prevedere la possibilità di prorogare la campagna vaccinale almeno fino a gennaio 2027, in caso di lidi climatici favorevoli e di circolazione virale ritardata.
- Includere la medicina generale nelle decisioni basate sui dati epidemiologici, riconoscendo il ruolo decisivo dei medici di famiglia nella somministrazione delle vaccinazioni.
“La campagna vaccinale non può procedere in modo rigido e senza dati”, avverte Scotti. “I medici di famiglia sono pronti a collaborare, ma necessitano di strumenti adeguati”.
Ma che situazione strana! Con tutto questo caldo, non si può pensare di chiudere la campagna vaccinale a dicembre come al solito. È impossibile, i cittadini potrebbero abbassare la guardia e poi ritrovarsi nei guai. Serve più flessibilità e informazioni per i medici, non sono dei maghi!!!