Elezioni municipali a Parigi: il Partito Socialista sfida l’avanzata della destra dopo 25 anni di governo

14.03.2026 11:05
Elezioni municipali a Parigi: il Partito Socialista sfida l'avanzata della destra dopo 25 anni di governo

Parigi si prepara al primo turno delle elezioni municipali nel 2026

Domenica, Parigi parteciperà al primo turno delle elezioni municipali, un evento che coinvolge oltre 35mila comuni in Francia e che si configura come un banco di prova per le prossime elezioni presidenziali del 2027. L’equilibrio politico nel paese si sta spostando a destra, mentre Parigi, governata dal Partito Socialista per 25 anni, affronta un’elezione in cui la riconferma dei Socialisti non è affatto garantita, riporta Attuale.

I principali candidati sono sei, di cui cinque si prevede superino il 10% dei voti, soglia minima per accedere al secondo turno. Tuttavia, alcuni potrebbero ritirarsi per sostenere candidati più competitivi. Qualora nessuno raggiunga il 50% al secondo turno, si svolgerà un terzo turno con una maggioranza relativa necessaria per la vittoria.

Il candidato favorito è Emmanuel Grégoire, ex vicesindaco e rappresentante dei Socialisti, con un sondaggio Ipsos che assegna il 35% dei consensi. Grégoire è sostenuto dall’attuale sindaca Anne Hidalgo, in carica dal 2014, che ha deciso di non ricandidarsi. Ha ricevuto anche il sostegno di Comunisti e Verdi, che tradizionalmente si presentano in modo indipendente.

Tuttavia, Grégoire deve affrontare la candidatura di Sophia Chikirou da sinistra e l’aumento del supporto per i candidati di destra, che, sommati, superano le sue preferenze. Al secondo posto si posiziona Rachida Dati, ex ministra della Cultura, con il 27% e nota per essere stata criticata nel suo partito per atteggiamenti poco collaborativi e per un’accusa di corruzione in arrivo.

Con un forte sostegno da parte di una parte dell’elettorato parigino, Dati potrebbe rappresentare una seria minaccia alla vittoria di Grégoire, nonostante la sua situazione legale precaria. Al terzo posto, Pierre-Yves Bournazel di Horizons si attesta con l’11,5% e ha il sostegno di Renaissance, il partito di Macron, ma si oppone a una possibile alleanza con Dati.

I candidati di estrema destra, Thierry Mariani e Sarah Knafo, stanno cercando un accordo con Dati per il secondo turno, ma la candidata si mostra esitante, consapevole che questa alleanza potrebbe allontanare l’elettorato tradizionale.

La campagna elettorale ruota attorno alle politiche di Hidalgo, le cui riforme sulla mobilità e l’inquinamento hanno prodotto risultati apprezzabili. Grégoire, pur essendo del suo stesso partito, ha tentato di distinguersi, sfruttando l’abbassamento della popolarità di Hidalgo e le critiche sull’ordine pubblico, con proposte per aumentare il numero di agenti di polizia e telecamere di sorveglianza, misure già contenute nel programma dei candidati di destra.

Grégoire ha ammesso l’esistenza di un problema di sicurezza, proponendo di incrementare il numero di agenti e telecamere, un punto condiviso anche da Chikirou. La competizione si preannuncia intensa, con il futuro di Parigi in gioco.

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