Elezioni primarie a New York: confronto tra Cuomo e il «socialista» Mamdani

24.06.2025 19:35
Elezioni primarie a New York: confronto tra Cuomo e il «socialista» Mamdani

Le Primarie del Partito Democratico a New York: Un Confronto Cruciale

Una delle domande più ricorrenti dall’elezione di Donald Trump è: come abbia potuto vincere le presidenziali? Le risposte possono variare, ma una visione chiara emerge dalle attuali primarie del partito democratico a New York, dove oggi gli iscritti alle liste del partito sono chiamati alle urne. È fondamentale notare che questo processo esclude gli indipendenti, il che rappresenta un aspetto rilevante nella dinamica elettorale.

La città, considerata il cuore dell’immagine democratica dell’America — nota per la sua multiculturalità e per il suo sviluppo dovuto alla coesistenza di diverse etnie e religioni — si trova di fronte a un confronto diretto tra due figure politiche: l’ex governatore Andrew Cuomo, coinvolto in uno scandalo di molestie che lo ha costretto alle dimissioni quattro anni fa, e Zohran Mamdani, un outsider e figlio della regista Mira Nair. Riporta Attuale.

Cuomo, a 67 anni, rappresenta una visione più centrica della politica e la sua eventuale vittoria potrebbe significare una battuta d’arresto per il movimento MeToo, già in crisi. La sua gestione della crisi legata al Covid-19 ha ulteriormente messo in discussione la sua riconferma, nonostante la sua esperienza. Al contrario, Mamdani, con una breve carriera da rapper e due anni di esperienza come consigliere comunale, è un attivista filopalestinese in sintonia con le recenti manifestazioni studentesche e propone la sostituzione della polizia con operatori sociali nelle aree a maggior rischio.

Alle accuse di antisemitismo, Mamdani ha replicato sostenendo che la sua frase “globalizzare l’intifada” non ha connotazioni violente. Tuttavia, questa affermazione gli è costata un attacco diretto da parte di Elisha Wiesel, figlio del premio Nobel per la pace Elie Wiesel, il quale ha esortato a non votare per lui.

Le urne sono aperte oggi, ma lo scrutinio sarà complicato a causa del sistema di preferenze “a scalare”, simile a quello del fantacalcio, con i sondaggi che vedono un piccolo vantaggio per Cuomo o Mamdani. Questa competizione ravvicinata indica che i centristi avrebbero potuto scegliere un candidato meno compromesso dagli scandali. Inoltre, sembra che le preoccupazioni legate alla protesta nei campus non siano al centro dell’attenzione a sinistra, visto che Mamdani riesce a spostare il focus sui suoi progetti, come il trasporto pubblico gratuito, rispetto ad altre posizioni più controverse relative a Gaza e Israele.

Un protagonista da tenere d’occhio è l’attuale sindaco, Eric Adams, anch’egli del partito democratico ma traballante a causa di diversi scandali. Adams ha deciso di correre come indipendente, evitando le primarie in cui probabilmente sarebbe giunto quarto. La sua strategia si basa sull’attrarre gli elettori indipendenti e quelli preoccupati per l’antisemitismo, posizionando questa battaglia al centro della sua campagna.

Per molti esperti, la possibilità che una candidatura indipendente vinca è remota, ma se Cuomo decidesse di seguire lo stesso percorso, si potrebbe assistere a un vero e proprio circo elettorale il 4 novembre. I recenti sondaggi nazionali evidenziano una grave crisi di consensi per il partito democratico, con solo il 38% di valutazioni positive contro un negativo del 60%, segnando un distacco record di 22 punti percentuali, il più basso degli ultimi trent’anni secondo il Pew Research Center.

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