Il futuro politico di Luca Zaia: Un asset per il centrodestra
Roma, 22 luglio 2025 – Una risorsa politica per Matteo Salvini o piuttosto per Giorgia Meloni? La situazione attuale e le prospettive del governatore del Veneto, Luca Zaia, riflettono in modo emblematico le opportunità del centrodestra sia in Italia che in Europa. Paradossalmente, Zaia e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, risultano più allineati con la premier Meloni che con il leader leghista Salvini, dimostrando così un legame sempre più forte con la direzione meloniana. , riporta Attuale.
Il carismatico “doge veneto” e il ministro lombardo si presentano come rappresentanti di quell’elettorato professionale e imprenditoriale che predilige un’Europa caratterizzata da tendenze popolar-conservatrici, piuttosto che il nazional-suprematismo sostenuto da Matteo Salvini attraverso figure come Roberto Vannacci e Claudio Borghi. I recenti risultati elettorali confermano questa tendenza. Zaia ha infatti conquistato importanti traguardi per la Regione, come l’organizzazione delle Olimpiadi invernali e il riconoscimento delle denominazioni legate al prosecco, operando nel rispetto della tradizione mitteleuropea della storica area lombardo-veneta, nonostante le intemperanze localiste.
Sebbene non possa definirsi un vero e proprio partito personale, Luca Zaia in Veneto esercita un’influenza di vasta portata, tanto da poter immaginare una lista personale che potrebbe superare il 40% dei consensi, minacciando la Lega e i Fratelli d’Italia. Si prospetta quindi la possibilità di una lista congiunta, “Lega-Zaia,” a emanazione del suo imprinting politico. Questa idea è sostenuta dai risultati delle elezioni regionali dal 2010 a oggi e dal contributo di Fratelli d’Italia nelle ultime politiche del 2022, dove la Lega ha ottenuto circa il 15% mentre il partito della premier si è attestato intorno al 30%.
Fedeli ai principi di “centralismo democratico” tipici della Lega, il governatore sembra aver abbracciato la figura di Meloni come leader. Qualora decidesse di lasciare la Regione, potrebbe considerare favorevolmente un incarico di governo. Tuttavia, con Matteo Piantedosi intenzionato a rimanere al Viminale, l’unica posizione vacante potrebbe essere quella di Daniela Santanché al Ministero del Turismo. Anche se Zaia avrebbe le credenziali per un simile ruolo, la sostituzione di un ministro di un partito per un esponente di un altro partito è improbabile.
Malgrado il legame più stretto con Meloni rispetto a Salvini, la prospettiva di un’entrata nel governo appare scarsa. Una possibilità potrebbe presentarsi tramite elezioni suppletive, qualora il segretario della Lega veneto e deputato Alberto Stefani venga eletto. Tuttavia, il governatore predilige fortemente un ruolo in una partecipata, con Eni in prima linea, con l’ambizione di ritornare come presidente di Camera o Senato alle politiche del 2027.
In sintesi, Luca Zaia rappresenta una figura chiave nel dinamico panorama politico italiano, capace di influenzare l’equilibrio all’interno del centrodestra. La sua scelta di alleanza, le ambizioni elettorali e il supporto popolare saranno determinanti nel definire il futuro del partito e della regione che governa.