
Dopo l’accordo bipartisan, il centrodestra ha cambiato linea. La segretaria del Pd: «Non una riga del nuovo testo concordata con noi», riporta Attuale.
La decisione di modificare il Ddl stupri è ormai presa, sebbene Fratelli d’Italia abbia mantenuto un profilo basso, evitando di esporsi sull’argomento. La segretaria del Pd, Elly Schlein, critica aspramente la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, accusandola di aver tradito un patto tra le due su questa questione.
Il cosiddetto ddl stupri doveva introdurre il concetto di «consenso» nella legislazione italiana, riconoscendo che l’aggressione sessuale avviene quando non c’è consapevolezza del consenso dell’altro. Tuttavia, nella versione rivista da Giulia Bongiorno, si parla di «volontà contraria» e i casi di freezing, in cui la vittima non reagisce per paura, necessiteranno di specifiche circostanze. «Patto tradito» è la dichiarazione di Schlein, che ha affermato di aver comunicato direttamente con la premier.
La telefonata
«Ci siamo sentite, non glielo ho detto solo pubblicamente – afferma la leader del Pd – questo testo è irricevibile, non c’è una virgola mediata col Pd. Hanno tradito un accordo fatto ed è un problema loro. Questa proposta rappresenta un passo indietro rispetto a 22 anni di giurisprudenza che ha consolidato il concetto di ‘consenso’, differente dal ‘dissenso’. Ho detto alla presidente che se la legge proposta è negativa per le donne, è meglio non farla. Le ho chiesto di tornare all’accordo, reinserire il consenso e non farsi dettare la linea dal patriarcato», ha spiegato la segretaria.
La replica di Bongiorno
Giulia Bongiorno, dal canto suo, ha ribadito che il nuovo testo è, a suo avviso, migliorativo, poiché prevede pene più severe. Da 6 a 12 anni di reclusione (invece di 4-10 anni) per gli atti sessuali contro la volontà dell’altra persona, e pene da 7 a 13 anni (prima erano 6-12) se il fatto è commesso con violenza, minaccia o abuso di autorità. «Chi critica il mio testo non l’ha letto – afferma l’avvocata – Per la prima volta in Italia, quando non c’è né consenso né dissenso, si prevede una presunzione di dissenso nei cosiddetti casi di freezing».
Ma come è possibile che dopo aver discusso un accordo si cambi completamente idea? È pazzesco! Il concetto di consenso è fondamentale, non possiamo tornare indietro!!! La politica dovrebbe ascoltare le voci delle donne, non ignorarle così… Stiamo andando verso un passo indietro che non possiamo permetterci!