Il richiamo di Confindustria: serve un piano industriale da 8 miliardi per il 2026
ROMA
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha lanciato un monito al governo, sottolineando che “la crescita di questo Paese non si fa migliorando l’Irpef”. Ha avvertito che sono in scadenza tutti gli incentivi per le imprese e per un piano di sostegno alle aziende sono necessari almeno 8 miliardi di euro. Questi avvisi arrivano in vista dei primi incontri tra i vertici delle parti sociali e i membri del governo per definire i capitoli chiave della legge di Bilancio per il 2026, riporta Attuale.
Negli ultimi giorni, la Lega ha convocato una riunione con i ministri del Carroccio, guidati da Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini, per discutere il rilancio della rottamazione delle cartelle esattoriali e l’introduzione di una flat tax al 15 per cento. Si è anche parlato di un contributo alle imprese che hanno realizzato “miliardi di euro di profitti”, con un chiaro riferimento al settore bancario.
La Manovra per il prossimo anno è ufficialmente iniziata all’inizio del mese, e associazioni d’impresa, sindacati e partiti di maggioranza si stanno mobilitando per fissare le proprie richieste. Ieri, Confindustria ha avuto un ruolo centrale nella discussione. Orsini, parlando agli industriali emiliani, ha ribadito l’importanza di un piano straordinario che implichi risorse complessive di 8 miliardi di euro per creare e redistribuire ricchezza. “Il tema dei salari è sempre stato centrale, ma non si possono aumentare i salari con un taglio dell’Irpef ‘una volta l’anno'”, ha evidenziato, suggerendo di focalizzarsi piuttosto sui contratti di produttività.
Orsini ha anche sottolineato l’emergenza energetica come una priorità, proponendo l’applicazione urgente del meccanismo del disaccoppiamento. Questa è una questione su cui il governo sta già lavorando con un decreto. Contestualmente, ha evidenziato che al termine dell’anno scadranno molti incentivi significativi per l’industria, tra cui quelli relativi a Industria 4.0 e 5.0, così come le agevolazioni per ricerca e sviluppo e il Fondo di garanzia per le Pmi.
La richiesta di Orsini si traduce quindi in un appello a sviluppare un piano complessivo da 8 miliardi di euro per i prossimi tre anni, ma resta irrisolto il problema delle risorse. I dati sulle entrate fiscali, che saranno pubblicati venerdì, offriranno un primo orientamento in merito disponibili, ma una valutazione completa sarà necessaria in un secondo momento.
La Lega ha comunicato le sue proposte fondamentali: la difesa del reddito delle famiglie, la rottamazione, l’estensione della flat tax al 15% e una richiesta di un maggior contributo da parte delle istituzioni finanziarie che stanno generando profitti significativi, in particolare le banche.