Emine Erdogan scrive a Melania Trump: «Intervenga per i bambini di Gaza»

25.08.2025 07:25
Emine Erdogan scrive a Melania Trump: «Intervenga per i bambini di Gaza»

La first lady turca sollecita Melania Trump a sostenere i palestinesi

Sabato, Emine Erdogan ha fatto appello a Melania Trump affinché si attivi a favore dei bambini palestinesi in risposta a una lettera scritta dalla consorte di Donald Trump a Vladimir Putin, riguardante la sorte dei minori ucraini rapiti durante il conflitto. La lettera di Erdogan, che non menziona direttamente l’ex first lady americana, sottolinea la necessità di estendere la sensibilità mostrata per i bambini ucraini anche ai piccoli di Gaza, dove vi sono stati oltre 62.000 civili uccisi nella guerra, tra cui 18.000 bambini, riporta Attuale.

Emine Erdogan, sposata con il presidente turco da 47 anni e tradizionalmente più attiva in ambito sociale e ambientale, ha proposto una collaborazione tra donne per affrontare l’ingiustizia subita dai palestinesi: «Dobbiamo unire le nostre voci e la nostra forza contro questa ingiustizia» ha affermato, invitando Melania a fare un appello direttamente a Benjamin Netanyahu per porre fine alla crisi umanitaria a Gaza.

Nella sua lettera, ha anche descritto la tragedia dei bambini di Gaza, evidenziando il trauma psicologico e la disperazione che vivono: «I bambini sono spinti in una profonda rovina psicologica e hanno completamente dimenticato come sorridere», ha scritto. Inoltre, ha chiamato a un «risveglio collettivo del mondo», auspicando che gli Stati Uniti possano riconoscere la Palestina e assumersi una «responsabilità storica» verso il popolo palestinese.

Questo appello arriva in un contesto di crescente frustrazione nei confronti dell’amministrazione Trump per la sua risposta alla crisi a Gaza, implementando una narrativa che riflette una sempre maggiore insoddisfazione nei confronti delle politiche americane nel Medio Oriente, specialmente tra i giovani elettori repubblicani. Nella sua lettera, Erdogan ha indicato la necessità di una posizione più umanitaria da parte degli Stati Uniti, suggerendo una potenziale apertura nei rapporti diplomatici riguardanti la Palestina.

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