Emma Tucker: la direttrice del Wall Street Journal che ha sfidato Trump

02.08.2025 13:55
Emma Tucker: la direttrice del Wall Street Journal che ha sfidato Trump

di Monica Ricci Sargentini

Alla guida del quotidiano dal 2022, ha imposto una modernizzazione che ha causato la rivolta dei giornalisti. Ora la causa intentata dal presidente la metterà sotto pressione

DALLA NOSTRA INVIATA
LONDRA – In risposta alle smentite e alle minacce di una causa milionaria al Wall Street Journal e al suo proprietario Rupert Murdoch, Emma Tucker ha agito con determinazione. La lettera scritta da Donald Trump per il compleanno di Jeffrey Epstein nel 2003 è un fatto che non poteva essere ignorato. La Tucker, prima donna a dirigere il giornale in 133 anni, ha affrontato senza paura le chiamate di Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, e dello stesso Trump, che mettevano in discussione l’autenticità del documento, riporta Attuale.

La lettera, descritta come «sconcia» dal quotidiano, era stata redatta al computer e rappresenta un dialogo immaginario tra Trump ed Epstein, con riferimenti a disegni inopportuni. È uno dei documenti esaminati dal Dipartimento di Giustizia durante le indagini su Epstein. Il testo iniziale recita: «Voce fuoricampo: dev’esserci più nella vita che avere tutto». La conversazione prosegue con scambi che rivelano un’intesa oscura tra i due.

La rivolta della redazione

Il Guardian ha titolato sulla situazione di Tucker, 58 anni, evidenziando che la sua direzione ha scosso sia il giornale che Trump. Durante il suo mandato, ha affrontato la contestazione dei redattori, infastiditi dai tagli al personale e dalla spinta verso un’agenda di modernizzazione che richiede una maggiore presenza di articoli realmente significativi.

Descritta dai colleghi come una persona amistosa e pragmatica, Tucker è riuscita a muoversi nell’impero di Murdoch, pur non allineandosi con le sue posizioni politiche. Secondo il Guardian, la sua capacità di prendere decisioni impopolari e la voglia di proporre scoop controversi sono state chiavi del suo successo, come affermato da Lionel Barber, ex direttore del Financial Times.

Con la causa intentata da Trump contro il Wall Street Journal, la pressione su Tucker potrebbe aumentare. Entrambi gli imprenditori potrebbero voler evitare di affrontare le complicazioni di un processo, ma sono determinati a non concedere nulla l’uno all’altro. La questione si riduce all’affidabilità delle notizie che Tucker ha a disposizione. Dow Jones, editore del Journal, ha espresso piena fiducia nella solidità e nella precisione dei propri reportage e si preparerà a combattere vigorosamente qualsiasi azione legale.

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